Non siamo più pronti per ascoltare uno come John De Leo

I giovani non sono più abituati ad ascoltare nulla di simile. C’è un momento in cui la musica non è solo accompagnamento e sottofondo della vita, ma qualcosa in più, per fortuna. La musica diventa spettacolo, emozione, percorso emotivo dettato dalla poesie delle parole e dei suoni. Un concetto di ascolto musicale, questo, che per

di aleali

I giovani non sono più abituati ad ascoltare nulla di simile. C’è un momento in cui la musica non è solo accompagnamento e sottofondo della vita, ma qualcosa in più, per fortuna. La musica diventa spettacolo, emozione, percorso emotivo dettato dalla poesie delle parole e dei suoni. Un concetto di ascolto musicale, questo, che per alcuni giovani è stato totalmente dimenticato. E alcune di queste forme di fare musica vengono immediatamente collocate sotto la categoria “smaronamento”. Giustamente o meno.

Mi faccio voce di tutti coloro che non hanno più l’educazione musicale all’ascolto di un prodotto come quello di John De Leo (ex Quintorigo), che da quanto si evince dalla fonte Adnkronos, ieri al Mei ha letteralmente stravolto le folle ed entusiasmato gli animi con uno dei suoi nuovi brani, “Spiegando la vela”, pezzo che fa parte del suo primo album da solista ”Vago svenendo”.

Di certo c’è sperimentazione, e la sperimentazione stordisce le orecchie diseducate o maleducate , ma c’è il sapore dell’autoralità italiana, che oggi non sappiamo più ritrovare o distinguere se non in particolari eccezioni di successo borderline, come Cristicchi. Vi propongo un video con una recente esibizione dell’artista del brano prima proposto. Un modo per capire se e in quale misura il mio ragionamento abbia in qualche modo validità.

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