Avril Lavigne, Hello Kitty il video massacrato dalla stampa (e accusato di razzismo)

La cantante ha replicato alle accuse direttamente via Twitter

Ci sono video che rivedresti decine e decine di volte. Ce ne sono altri che vorresti non aver visto mai. Hello Kitty fa parte del secondo gruppo.

E’ facile criticare un video come quello di cui vi abbiamo parlato ieri ma proprio non ci sono appigli per poterlo salvare, per poter trovare una chiave di lettura più soft. E’ tutto esageratamente grottesco. E non in maniera divertente bensì imbarazzante. Dalle immagini al testo. Insomma, hai praticamente trent’anni e parli ancora di rimanere a casa da sola, fare la guerra dei cuscini o il gioco della bottiglia?

A pensarla così è stata anche la stampa. Ecco alcuni commenti. Billboard l’ha definito aberrante e pigro. E Jezebel non ci è andato più leggero: “Sembra che mostri cosa accadrebbe se qualcuno raschiasse il ventre malato della cultura pop americana 2004-2010 e la spruzzasse generosamente su un purulente mucchio di spazzatura”. E!Online ha ammesso che il brano – paragonato a Friday della cantante e Rebecca Black- vi lascerà tristi e confusi. GQ si è “limitato” a parlare di crudeltà digitale.

hello kitty

E per la Lavigne non è finita qui perché qualcuno (esagerando!) l’ha accusata persino di razzismo. Nei confronti della cultura giapponese. Lei ha risposto così:

“RAZZISTA??? LOLOLOL! Io amo la cultura giapponese e passo metà del mio tempo in Giappone. Ho preso l’aereo e sono andata a Tokyo per girare questo video appositamente per i miei fans giapponesi, con la mia etichetta giapponese, coreografi giapponesi e un regista giapponese in Giappone”

Ora scusate, vado a pranzo. Al giapponese. Solo per fare questo:

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