5 rapper che hanno predetto la propria morte nelle loro canzoni

A volte il destino gioca brutti scherzi e le parole di un pezzo possono essere involontariamente delle premonizioni

Cantare una canzone, parlare di morte e involontariamente raccontare il proprio destino è qualcosa di surreale ma realmente accaduto. E non solo una volta, ma in almeno cinque casi, come dimostra il sito BoomBox.

Cinque rapper sono scomparsi in modi identici o simili a quelli che avevano inciso in una loro canzone. Ecco gli esempi più noti. Partendo da Tupac Shakur.

I been shot and murdered, can tell you how it happened word for word / But best believe n—-s gon’ get what they deserve

Questa canzone è stata pubblicata due mesi prima che Tupac Shakur fosse ucciso in una sparatoria a Las Vegas nel 1996. Il suo omicidio è ancora irrisolto. “Mi hanno sparato e ucciso”, rappava ai tempi. E, dettaglio ancora più inquietante, lo aveva detto anche in un’intervista qualche tempo precedente al suo omicidio, rispondendo così a come si sarebbe visto anni dopo:

“Nel migliore dei casi in un cimitero. Non in un cimitero, cosparso di cenere fumate dai miei amici. Voglio dire, questo è il caso peggiore”

Notorius B.I.G. diceva: ““I swear to God I feel like death is f—ing calling me”. Il brano era “Suicidal Thoughts”. Ha parlato della morte in altri pezzi come ‘Big Poppa’ e ‘Juicy’. Naturalmente il rapper non si è suicidato ma la morte lo ha raggiunto quando è stato ucciso durante una sparatoria a Los Angeles. Nel 1997 il titolo dell’album postumo è ‘Life After Death’

Il terzo caso è quello di Proof (““I’m in the club to beef, you gotta murder me there”). In questo caso, è proprio morto così, come testualmente anticipato dal testo. Era l’11 aprile 2006. Eminem aveva girato anche un video con una situazione simile a quella avvenuta. E proprio Poof interpretava il ragazzo ucciso nelle scene di Toy Soldiers.

Quarto esempio quello di Big L. Le parole chiave: “I watched all of them, run for they share / And all I can do was stare / I got weak and fell on my rear / Now I can hear the sirens, that means here comes the Jakes / But it’s too late, I’m knockin’ on the pearly gates”. E nella vita reale, il rapper è stato proprio ucciso in un conflitto a fuoco. Era il 1999.

Infine, Dolla in Georgia Nights cantava: “You see the rain on my window pane / Waking up in cold sweats having dreams of going out with a bang / My poppa died by the gun, I’ll die by the gun / And if I ever have a son he’ll probably die by the same”. Il rapper e i suoi soci hanno avuto un diverbio e una rissa con Aubrey Berry. Tempo dopo, si sono nuovamente scontrati e Berry ha sparato al rapper che, ai tempi, aveva solo 21 anni.