Kurt Cobain, fan cospirazionista fa causa alla polizia di Seattle

Richard Lee ha deciso di procedere contro il dipartimento della città americana dopo aver visto le foto inedite della scena del suicidio del cantante dei Nirvana, morto il 5 Aprile 1994.

Non c’è pace per Kurt Cobain. Non siamo riusciti nemmeno a dedicargli un pensiero e una riflessione su cosa sia stato il suo personaggio, a lui stesso scomodo, nel giorno del ventennale della sua morte, che oltre al presunto musical sponsorizzato da Courtney Love (?!) tornano alla ribalta le teorie cospirazioniste sulla sua scomparsa, sempre convinte che il suicidio del cantante dei Nirvana, sparatosi nella sua casa di Seattle il 5 Aprile 1994 ma ritrovato solo 3 giorni dopo, sia stato in realtà omicidio.

Richard Lee, un fan dei Nirvana e di Cobain, si batte da tempo perché il caso della morte di Kurt Cobain venga definitivamente riaperto e le indagini si concentrino invece sull’omicidio del cantante dei Nirvana: già anni fa si è resto protagonista di diversi documentari a sostegno delle sue teorie cospirazioniste, come “Kurt Cobain Was Murdered” che potete vedere in chiusura di post.

La sua ultima mossa lo ha portato a decidere di fare causa al Dipartimento di Polizia di Seattle, reo di aver reso note solo vent’anni dopo le famigerate fotografie della scena del suicidio scattate immediatamente dopo il ritrovamento e l’identificazione del cadavere di Cobain.

Già qualche settimana fa la Polizia di Seattle aveva dovuto sottolineare che la riapertura del caso della morte di Cobain era stata effettuata soltanto per rileggere gli atti depositati in vista del ventennale, in modo che i poliziotti potessero rispondere correttamente a tutte le domande dei giornalisti per il triste anniversario. Quanto alle fotografie, lo sviluppo di rullini del 1994 aveva mostrato altre angolazioni della casa dove fu ritrovato Kurt Cobain, ma non aveva aggiunto nulla di sostanziale agli elementi del caso già chiuso.

Richard Lee, invece, crede che quelle foto mostrino altro e ha deciso di intentare un procedimento legale, nel quale è avvocato di se stesso, contro la Polizia di Seattle. Dal cospirazionista numero uno, il più attivo di sempre, non potevamo aspettarci altrimenti…