La musica: droga nello sport senza effetti collaterali

Ascoltare musica è un po’ come drogarsi, insomma ce lo insegna la storia e la vita. La musica viene utilizzata come accompagnamento ai momenti più stressanti e faticosi della giornata: in primis quando siamo in macchina, per non parlare di quando facciamo attività fisica in palestra e per alcuni anche durante lo studio. Lo usano

di aleali


Ascoltare musica è un po’ come drogarsi, insomma ce lo insegna la storia e la vita. La musica viene utilizzata come accompagnamento ai momenti più stressanti e faticosi della giornata: in primis quando siamo in macchina, per non parlare di quando facciamo attività fisica in palestra e per alcuni anche durante lo studio. Lo usano persino i dottori durante i trapianti, giusto per farsi un’idea. Peccato che qualcuno abbia ritenuto che ascoltare musica sia penalizzante durante una competizione sportiva per chi non la possiede (addirittura!) e che non permetta quindi uno scontro agonistico ad armi pari.

Non è una barzelletta, è quello che è sta succedendo per la prossima maratona di New York, che avrà luogo il 4 novembre. Niente iPod e soci per la corsa di 42 chilometri che ospiterà domani grandi atleti e pazzi furiosi vestiti da mucche, alcuni dei quali saranno nel totale marasma perchè non abituati alla corsa priva di musica. Ecco cosa dichiara il famoso dj Linus, uno dei tanti fedelissimi italiani che partecipano ogni anno alla corsa:

“Ma la Federazione americana non ha niente di meglio a cui pensare? Non ho mai visto incidenti causati da chi ha le cuffiette, e se anche può essere considerato un aiuto psicologico non è certo in grado di fare la differenza. Basta farci caso, chi ha gli auricolari è chi sta sopra le tre ore”

All’inizio hanno avuto persino il coraggio di parlare di “motivi di sicurezza”. Invece credo che sia un ottimo modo per riportare l’attenzione sull’evento, che di certo non ha bisogno di pubblicità, ma è sempre meglio che la gente non se lo dimentichi. La musica preferibile per la corsa? Linus dice rock, gli agonisti arrivano persino a scelte molto precise dove i beat possano rispecchiare il ritmo di corsa, quindi sempre prodotti piuttosto potenti ma dai ritmi non esasperanti. Insomma, la musica è scientificamente una droga legalizzata senza effetti collaterali. Dopo la ciritica, volendo possiamo dire anche grazie agli organizzatori che tra le righe nonostante il divieto rilanciano indirettamente un messaggio potenzialmente positivo, ammesso che gli atleti orfani della musica non ricorrano alle droghe per sopperire alla privazione del rock.

Via | Repubblica

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