Al Bano: “Ho cantato coi Rolling Stones, erano un po’ affumicati”

Al Bano Carrisi, ospite a Le Invasioni Barbariche, racconta di quella volta in cui ha diviso il palco con Mick Jagger e soci…

di grazias

Al Bano sei meglio degli Stones, questo recitavano alcuni striscioni al Palalido di Milano la sera dell’8 aprile 1967 durante il concerto di Mick Jagger e soci. Perché mai? Beh, non c’è un modo indolore per dirlo ma pare che l’ugola d’oro di Cellino San Marco abbia aperto un live meneghino dei Rolling Stones. E stasera, ospite alla nona puntata de Le Invasioni Barbariche, ha ripercorso le emozioni che visse nel corso di quella serata. Che poi, a quanto dice, non si è esattamente trattato di una serata sola:

Mi ha chiamato la Emi per chiedermi se volessi fare qualcosa con i Rolling Stones. Li ho conosciuti a Milano in occasione di un loro concerto che ho aperto da giovane promessa della musica italiana. Erano simpatici ma un po’ affumicati, diciamo. Poi ho aperto anche le loro cinque tappe romane. Alla fine del concerto Renzo Arbore, Gina Lollobrigida e Gianni Boncompagni vennero a farmi i complimenti. Non li fecero a Mick Jagger, li fecero a me! Forse perché lui era inavvicinabile? Può essere…

Prendetevi pure il tempo necessario a metabolizzare quanto avete appena letto. Appena ve la sentirete, scoprirete anche quanto Al Bano, in fondo, fosse rock: aveva le groupies. L’interprete di Felicità, canzone che reputa assolutamente non banale, anzi, racconta gli inizi del suo successo quando sul set del musicarello di Nel Sole, conobbe Romina Power. Colei che, più tardi, sarebbe diventata sua moglie, non lo colpì davvero a prima vista. Anche perché…

Se ne stava sempre solitaria e poi la vedevo troppo americana, con la minigonna! A quei tempi, poi, trovavo fan pure sotto il letto della mia camera d’albergo. Non so come facessero! Eh, ma mia mamma me lo diceva sempre in pugliese: “Stai attento che le ragazze a Milano sono tutte zocc*le!”

Inoltre, Al Bano ha rivendicato che il suo periodo di minor successo, gli anni Settanta, scaturì dal fatto che lui non fosse del partito “giusto”, quello comunista: Nessuna radio mandava più in onda le mie canzoni. Si ricordava di me solo Luciano Salce nella sua Schif Parade! Son stati tempi duri, per fortuna, brillantemente superati. Così arrivarono le serate intellettuali con Moravia e anche Licio Gelli che gli chiese di entrare a far parte della P2. Lui, raccontando questo aneddoto a Le Invasioni Barbariche, ha precisato: Io sono nato libero. Gli risposi “Poi vedremo”. E anche oggi gli risponderei così.

Alzi la mano chi, come me, sente il bisogno di un programma amarcord incentrato sugli aneddoti di vita di Al Bano Carrisi. No, marmotta, tu continua ad incartare la tua cioccolata…

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