Rock’n’Roll Hall Of Fame 2014, Yusuf Cat Stevens non si esibirà alla cerimonia?

Il cantautore britannico non ha ancora deciso se partecipare o meno alla festa per l’ingresso nella Rock’n’Roll Hall Of Fame.

)

Yusuf Islam, per gli amici Cat Stevens, è uno degli artisti che il prossimo 10 Aprile verranno introdotti nella Rock’n’Roll Hall Of Fame con una cerimonia celebrativa al Barclays Center di Brooklyn trasmessa in diretta dalla HBO negli States: dopo l’ufficialità dei nomi che entreranno a far parte della storia della musica americana, si è entrati in trattativa per le esibizioni, ma a quanto pare le perfomances saranno meno di quanto ci si poteva aspettare.

Yusuf Cat Stevens avrebbe infatti fatto sapere, tramite i soliti  bene informati, di non aver ancora deciso se suonare o meno nel corso della cerimonia della Rock’n’Roll Hall Of Fame, durante la quale tradizionalmente i nominati si esibiscono suonando i loro classici. Il cantautore britannico, recentemente ospite del Festival di Sanremo 2014 dove ha suonato dal vivo alcuni suoi successi, starebbe ponderando il viaggio negli States ma non sarebbe molto convinto di intraprenderlo.

Già il mese scorso la defezione dei Kiss, tra i nominati per l’ingresso, aveva già distrutto molte delle aspettative sulle esibizioni: la band di Gene Simmons aveva chiaramente detto che non ci sarebbe stata alcuna reunion della band nel corso della cerimonia, dovuta a dissidi interni e a non meglio identificate imbeccate che i membri originari si sono scambiati su vari fronti.

Se mancasse effettivamente anche Yusuf Cat Stevens, ci sarebbero la metà dei nominati all’ingresso ad esibirsi: non i Kiss, non i Nirvana per ovvi motivi (tra l’altro il 10 Aprile è il ventennale della morte di Cobain…), non Linda Ronstadt per la malattia del Parkinson di cui soffre; resterebbero in lizza, anche se non ancora confermati, Peter Gabriel, Daryl & Oates, la E Street Band con (probabilmente) Bruce Springsteen guest star.

Alte quindi le possibilità che si scelgano altri artisti per le esibizioni, magari virando tutto verso l’omaggio ai nominati per tamponare l’emorragia di performances.