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Paramore, fenomeno web pop rock che sfiora l’ovvietà

Che noia! Questi gruppi pop rock sono sempre borderline, e il confine tra l’essere una band non male e una band come tutte le altre si fa sempre sottile. Come sottile è il confine tra l’interesse creato intorno all’artista per le potenzialità vocali e musicali e quelle più meramente “fashion”. I Paramore, band americana che

di aleali

Che noia! Questi gruppi pop rock sono sempre borderline, e il confine tra l’essere una band non male e una band come tutte le altre si fa sempre sottile. Come sottile è il confine tra l’interesse creato intorno all’artista per le potenzialità vocali e musicali e quelle più meramente “fashion”. I Paramore, band americana che nell’ultimo anno ha avuto grandissime soddisfazioni specialmente nel circuito web, è tanto apprezzato quanto poco convincente. Diciamo che il grande successo è arrivato al secondo album dal titolo “Riot!” con il primo singolo “Misery Business”, il cui video da maggio 2007 ha avuto qualcosa come 16 milioni di visite e una eco radiofonica e televisiva devastante.

Ascoltate alcune delle tracce, prima fra tutte “Misery Businness”, ma anche i nuovi singoli “Hallelujah” e “Crushcrushcrush”, trovo che ci sia solo un elemento di eccellenza, la voce della giovanissima front woman Hayley Williams, fine della storia. Tutto il resto è talmente già sentito da rasentare l’ovvietà. Ma il mondo non la pensa come me, e ci mancherebbe altro. Per maggiori informazioni, ecco il Myspace del gruppo. A seguire, i singoli dell’ultimo album segnalati nel post.

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