Raffaella Carrà: “Io non voglio cantare. Ma Far l’amore ha portato fortuna a La grande bellezza”

Raffaella Carrà ha mandato un messaggio portafortuna a Paolo Sorrentino prima dei Golden Globe: lo ha detto a Deejay chiama Italia


Raffaella Carrà è andata a Deejay Chiama Italia per promuovere il suo nuovo album, Replay. Ma, con grande sincerità, ha ammesso di non sentirsi una cantante:

“Io ho fatto questo album adesso per divertimento. Quando io canto mi si deve veder muovere e ballare. Io non voglio cantare. A me serve cantare per metterci dentro il movimento e far ballare tutti. E’ una condivisione la musica. Non ballo mai da sola, ma mi diverte molto ballare. E’ che siete timidi voi uomini…”

Poi la showgirl dall’eterno caschetto biondo ha commentato il trionfo internazionale de La grande bellezza, con la sua Far l’amore come colonna sonora:

“La colpa di tutto questo risale a Bob Sinclar. Sapevo che lui è un gran disc jockey, non immaginavo così famoso. Poi lui parla poco, è misterioso. Ho visto prima i promo de La grande bellezza fatti tutti con Far l’amore, poi che ha vinto il Globe. Dovete sapere un dettaglietto. Arriva un assistente di Sorrentino e chiede un disco mio, Replay, con un ‘buon fortuna’, questo prima di prendere il premio del Globe. Gli avevo scritto in inglese, ‘you are the best. good luck’. L’amuleto ha funzionato”.

Poi la Carrà ha ripercorso il suo successo delle sue grandi hits, come Tanti auguri:

“La prima domanda di tutti era ‘perché, a Bolzano non si fa bene l’amore?’. Ma Bolzano non ci stava. Com’è bello far l’amore era la sigla di Ma che sera, prime time RaiUno. Siamo nel ’78”.

Quella canzone non fece, però, tanto scalpore come l’ombelico scoperto:

“L’inferno è successo prima dal ’70 con ‘Ma che musica maestro’ e l’ombelico da fuori. Tutte noi ragazze al mare avevamo l’ombelico scoperto, col toppino. Che fatica registrare Ma che musica. La prima canzone che ho cantato in vita mia incisa su un disco. E’ la prima Canzonissima che ho fatto. C’era un grande vetro tipo acquario. C’erano i tecnici con camice bianco. Io non sapevo cantare. E invece mi hanno messo in questa sala gigantesca. Mi sono tolta gli zoccoletti perché era estate. A piedi scalzi cantavo. Non riuscivo a dire ‘sica’, il ‘sica’ veniva piccolo. Sai che non si poteva rifare? Al massimo stoppare e riprendere da dove eri partito. Allora è rimasto staccato”.

La Carrà, invece, non ha mai compreso fino in fondo un altro suo successo:

“Tutto questo clamore per il Tuca tuca non l’ho mai capito. Certo, è uno swing divertente, carino, le parole erano scritte da Gianni Boncompagni che è un cinico e ha un grande potenziale di fantasia. Io ho sempre fatto tutte cose che sentivo, quindi non ho nessuna malizia né ho scritto canzoni a tavolino. Io non sono furba”.

Quanto alla recente collaborazione con la più grande rocker d’Italia, anche qui la Raffa nazionale si è sentita lusingata e colta alla sprovvista:

“Gianna Nannini l’anno scorso a The Voice è stata pazzesca. Io avevo già quest’idea di fare un album con il mio produttore indipendente. Lei lo sapeva, lei sa tutto. Ha voluto fare un pezzo. Mi ha mandato questo Cha cha ciao, cucito su di me”.

Quanto entusiasmo ha ancora la Carrà!