Emma Marrone: “Riempire i palazzetti è meglio di andare a Sanremo”

Emma Marrone intervistata da Maurizio Costanzo a S’è fatta notte racconta il proprio successo tra tour e lettere d’amore che diventano canzoni…

di grazias

Mi è capitato di scrivere lettere d’amore. Ogni tanto le consegno anche ma, a volte, preferisco farle diventare canzoni. Con Amami è andata così. Questa una delle tante dichiarazioni che Emma Marrone ha rilasciato a Maurizio Costanzo nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 2014. Una vera e propria intervista fiume andata in onda su RaiUno ad un orario un po’ ostico per i più. Ma SoundsBlog c’era e, nel caso vi foste persi questa chiacchierata, vi consiglio di dare un’occhiata a questo post…

La cantante, fresca fresca di selezione per l’Eurovision Song Contest 2014 di Copenaghen, ha parlato a lungo della sua vita rimbalzando quasi ogni domanda sul gossip ma dilungandosi sulla propria passione per la musica in generale e per il suo lavoro in particolare.

E pensare che, stando a quanto ha raccontato a S’è fatta notte, da piccola cantare le piaceva, sì, ma non era certo la cosa che preferisse fare in assoluto. Se non fosse stato per le insistenze del padre musicista, forse oggi non sarebbe arrivata dove sta ora. E cioè a riempire i palazzetti dopo aver messo in tasca, tra i tanti riconoscimenti, anche una vittoria al Festival di Sanremo. La cantante, però, spiega come il tour sia un’emozione ben diversa:

Andare in tour è la cosa che mi riesce meglio. Quest’ultimo tour, poi, mi ha dato delle immense soddisfazioni: ha segnato il mio esordio in posti molto grandi come i palazzetti. A Milano erano in undicimila. Insomma, un po’ come vedere tutto il mio paese dentro al palazzetto! E’ stata un’emozione fortissima, un po’ come Sanremo, ma più grande perché al Festival ci sono quei tre minuti e mezzo di schiaffi di adrenalina e poi sei giù dal palco. Il tour invece è roba tua, lo comandi tu: hai davanti migliaia di persone che puoi condurre dove vuoi. Mi viene solo un po’ di tristezza quando vado a fare le prove nel pomeriggio e vedo il palazzetto vuoto. Ma la sera, quando inizia il concerto e vedo tutte quelle persone, sono sempre carichissima!

Emma è poi tornata sul titolo del suo ultimo disco, Schiena:

L’ho chiamato Schiena per un motivo: per me significa preparare la schiena e andare a combattere, è come se la schiena sia la mia corazza, la mia armatura su cui prendo le bastonate e scarico i dolori. Ma è anche quella su cui mi alzo ogni mattina per andare a combattere.

L’intervista si è conclusa con una Emma particolarmente stakanovista:

Nuovi progetti? Beh, stiamo lavorando per stabilire le tappe del tour che riprenderà a breve. Sono sempre in movimento, insomma: negli ultimi quattro anni non mi sono mai fermata perché ho la fortuna di poter continuare a lavorare, e non smetterò di certo ora!

E quindi ai fan tocca solo sperare che Emma continui a non spedire lettere d’amore perché, quando non lo fa, poi le escono delle hit. Tipo questa qui: