A Great Big World, intervista sul duetto con Christina Aguilera e l’album Is There Anybody Out There

Dopo il boom di Say Something, sta per uscire il loro album

Debutto importante e atteso per A Great Big World, il duo esploso internazionalmente grazie al brano “Say Something“, cantato con Christina Aguilera. Il loro primo album, Is There Anybody Out There?, uscirà il 21 gennaio ed è importante comprendere il livello di successo e di accoglienza da parte del pubblico, accorso in massa per acquistare il loro toccante singolo cantato con la popstar.

Il sito Entertainment Weekly ha scambiato quattro chiacchiere con loro ed ecco quello che è emerso dalle loro risposte, a partire dal racconto di come è nato il featuring:

Ian: Chad ed io eravamo entrambi in un momento difficile e pesante, a livello personale e con le nostre carriere. Eravamo usciti da pochi anni dal college, ancora bloccati nei nostri posti di lavoro. Allo stesso tempo, eravamo entrambi col cuore spezzato. “Say Something” è stata praticamente l’unica canzone che abbiamo scritto in un anno”

Chad: Per quanto mi riguarda, non mi rendevo conto che di avere questa relazione tossica nella mia vita fino a quando non abbiamo iniziato a scrivere quella canzone. Sapevo che Ian aveva questa relazione in corso e che non stava vivendo un bel momento. Ma è stato quando abbiamo scritto la canzone che ho pensato “Oh mio Dio, sto attraversando la stessa cosa in questa mia storia!” Allora, era come se la sinergia delle nostre emozioni insieme avessero creato la canzone

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Il duetto con Christina Aguilera li ha colti di sorpresa ed entusiasmati:

IAN: Mi sento come se fossimo ancora entrambi increduli. E’ una voce iconica e mi sono subito sentito così piccolo, come a dire “Non posso fare questa cosa con lei, io non sono al suo livello” e ho iniziato a dubitare di me stesso. Naturalmente, però, abbiamo detto sì. Abbiamo ricevuto una mail da lei dicendo che non voleva prendere in mano la canzone e voleva lasciarla così. Una settimana dopo stavamo registrando. Tutto è successo così in fretta, voglio dire, la registrazione è stata effettuata attraverso le prime due prove.

Chad: Essere in studio con lei è stato molto, molto difficile, perché lei avrebbe cantato qualcosa e magari chiesto il nostro parere e… che cosa avremmo dovuto dire? E’ stato perfetto! Dovevamo credere in noi stessi abbastanza, capire avevamo qualcosa di altrettanto prezioso come ha fatto lei

Nell’album troviamo il primo brano “Rockstar” -che parla appunto sul nascere ‘per essere una star del rock’…

IAN: Da ragazzino ho visto questo nella mia vita . Ma quando eravamo al college , è stato… sepolto . Ecco perché eravamo nel programma Music Business. Sembrava più sicuro e concreto perché c’era la parola “business” collegata ad esso Ma ho sempre suonato il pianoforte, ho sempre scritto canzoni. L’album prosegue questo nostro cammino, dalla laurea al credere che avremmo potuto fare qualcosa. Dal “Oh mio Dio, stiamo cantando canzoni e stiamo facendo questo” all’ottenere posti di lavoro, avere i nostri cuori spezzati un paio di volte, sentirci in un luogo buio per un paio di anni. Poi, il riguadagnare la nostra forza nel fare quello che abbiamo sempre voluto fare e lasciare il nostro lavoro, superare la nostra tristezza. Noi sentiamo di avere questa responsabilità con quello che stiamo facendo ed è molto importante scrivere di cose positive.

Infine, un’occhiata anche al brano “Everyone is Gay”, una traccia giudicata energica e folle:

CIAD: [ride] Giusto, non stiamo in realtà dicendo che tutti sono gay. Ma i nostri amici Kristin e Danielle gestiscono un sito web chiamato Everyone is Gay e danno consigli ai ragazzi che stanno lottando con la loro sessualità. Volevano far uscire un album compilation con le canzoni più gay di sempre e ci hanno chiesto di scriverne una per loro. Crescendo , mi sentivo come se i bambini mi prendessero in giro perché dovevo essere una cosa o l’altra e si facevano beffa di me perché avrebbero pensato che ero gay, ma io pensavo di essere etero. Non lo so, so solo la confusione di etichettare se stessi come una cosa o l’altra. Perché devi etichettare te stesso a tutti? Siamo da qualche parte nel mezzo e siamo tutti da qualche parte in questo spettro della sessualità.

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