Paolo Bovi, ex Modà, arrestato per molestie

Il fondatore ed ex tastierista della band accusato di molestie in oratorio a ragazzi fra 13 e 16 anni. Ai domiciliari con braccialetto elettronico.

Scandalo nel mondo della musica italiana, anche se toccato in maniera quasi periferica.
Il primo a dare la notizia è stato il Corriere.it: Paolo Bovi, co-fondatore dei Modà nel 2001, è stato arrestato con l’accusa di molestie su quattro ragazzini fra i 13 e i 16 anni.

Per la cronaca italiana, in realtà, la notizia principale è il fatto che per la prima volta stia venendo utilizzata la “pena alternativa” dei domiciliari con braccialetto elettronico, anzichè il carcere. Il fatto che nello scandalo sia coinvolto un nome vagamente noto è tutto grasso che cola per il gossip.

La vicenda, comunque, è relativa ad una ipotesi di reato di “violenza sessuale”, nella fattispecie però della “lieve entità” che ormai da anni assorbe anche i casi non di rapporti sessuali consumati, ma di toccamenti nelle parti intime, di finti massaggi andati oltre la decente, di molestie mascherate da «penitenze» in giochi a sfondo sessuale, il tutto nello stesso ambito da cui erano partiti i Modà: leggenda vuole che Kekko e Paolo si incontrarono ad un concerto in oratorio, e proprio in qualità di educatore in oratorio Paolo avrebbe commesso queste avances totalmente fuori luogo.
Va anche sottolineato che Paolo è uscito dai Modà dopo la partecipazione a Sanremo del 2005, abbandonando il ruolo di tastierista per passare a quello ‘dietro le quinte’ di fonico e restando legato alla band.

Insomma, fortunatamente niente di paragonabile al trauma scatenato nel 2013 nel mondo della musica inglese da Ian Watkins, condannato a 29 anni di carcere per pedofilia vera e propria, e le cui rivelazioni hanno portato allo scioglimento della sua band, i Lostprophets.

Foto: screenshot collage foto dalla pagina Facebook Paolo Bovi il mitico sesto modà

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