Mike Portnoy: “Non mi interessano più gli assoli di batteria”

Il batterista si dice al momento non più interessato a lunghi assoli durante i concerti…

Piuttosto sorprendenti le dichiarazioni rilasciate da Mike Portnoy a Rhytm, che lo interrogava specificamente sugli assoli di batteria.

Innanzi tutto, Mike (ovviamente famoso per la sua militanza nei Dream Theater, ma che ha prestato le sue bacchette anche ad Avenged Sevenfold, Adrenaline Mob, Transatlantic e recentemente con i Winery Dogs) ha fatto una lista degli assoli di batteria che più l’hanno ispirato nella vita:

“Quando ero un bambino, mi affascinava ‘Moby Dick’ di John Bonham: era la prima volta che sentivo un batterista prendersi quindici minuti di assolo, e poi usava anche le mani per picchiare i piatti, era affascinante!

A fine anni Settanta, ero un grande fan dei Kiss. Ascoltare Peter Criss fare un grandissimo assolo su ‘100,000 Years’ per ‘Alive’ mi ha molto ispirato, e quello è stato uno dei primi assoli che ho imparato nota per nota.

Poi, Neal Peart con i Rush. Una delle cose che mi attirava dei Rush era il drum solo, che diventava una parte fondamentale dei loro concerti.

Se posso aggiungere un altro nome, è quello di Tommy Lee. Per lui non è mai stata una questione di tecnica – si preoccupava principalmente del lato dell’intrattenimento. Per l’ultimo tour dei Motley Crue, ha montato la batteria su una specie di ottovolante, portando l’impatto visivo ad un livello superiore…”

Si parla poi degli assoli di Mike: ultimamente, con le band in cui suona, lo si vede sempre meno esibirsi in lunghi drum solo…

“In molte delle band in cui suono, mi dicono sempre che dovrei inserire un assolo nella setlist dei concerti. Ma io rispondo sempre più spesso che preferirei suonare un’intera canzone, in quei cinque minuti!
Non mi interessano più gli assoli di batteria. E’ il mio gusto personale come ascoltatore e come musicista. Credo di essere uscito da quella mentalità. Non so, forse cambierò ancora idea in futuro, molti musicisti passano attraverso cambiamenti e diverse fasi nella loro carriera. Io in questo momento la penso così.”