Gianni Morandi a Verissimo: “Ero disperato dopo la morte di Lucio Dalla. C’eravamo visti solo due giorni prima…”

L’intervista andrà in onda domani pomeriggio su Canale 5.

Il cantante Gianni Morandi, che da pochi giorni ha festeggiato il suo sessantanovesimo compleanno, reduce dalla pubblicazione del suo ultimo album di inediti Bisogna vivere, sarà il protagonista di un’intervista che andrà in onda durante la prossima puntata di Verissimo che sarà trasmessa domani pomeriggio da Canale 5.

Morandi ha ripercorso la sua lunga carriera artistica senza trascurare anche alcuni importanti episodi che hanno segnato la sua vita privata.

Le anticipazioni riguardanti l’intervista, infatti, vanno a toccare proprio due eventi negativi che hanno segnato l’esistenza del cantante: la morte dell’amico e collega Lucio Dalla e il momento di forte crisi lavorativa.

Riguardo la morte di Lucio Dalla, scomparso nel marzo 2012, Gianni Morandi ricorda i momenti di disperazione che purtroppo ha vissuto. Queste sono state le sue dichiarazioni a riguardo:

Lucio Dalla rimarrà sempre con noi con la sua musica e le sue canzoni, ma pensare che non c’è più mi fa effetto e riapre una ferita dolorosissima. C’eravamo visti solo due giorni prima allo stadio, a vedere il Bologna. Lucio sarebbe partito il giorno dopo per una tournée in Europa e io gli avevo promesso che sarei andato a trovarlo in qualche tappa. Lui, invece, si era ripromesso di venire presto a casa mia per conoscere meglio mio figlio Pietro e passare un po’ di tempo con mia moglie Anna. Quando, il giorno dopo, Bibi Ballandi mi disse al telefono che Lucio era morto non ci potevo credere. Ero disperato e non sapevo cosa dire ai tanti giornalisti che mi chiamavano per chiedermi un commento.

Gianni Morandi ha anche ricordato la parte più buia e meno fortunata della sua vita artistica quando le offerte lavorative iniziarono a scarseggiare e Morandi iniziò a pensare seriamente alla fine imminente della sua carriera. Queste sono le dichiarazioni a riguardo:

Pensavo di non cantare più. Visto che mi ero iscritto al Conservatorio, avrei potuto fare il musicista o forse il produttore. Ma poi mi telefonò Mogol e mi chiese se cantassi ancora… Con il senno di poi quegli anni di crisi sono stati una fortuna, poiché le cose più importanti della mia carriera sono tutte nate dopo.

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