Kanye West contro 50 Cent

In questi giorni l’edizione on-line del New York Times ha pubblicato un interessante articolo sui dati di vendita relativi alla seconda settimana di settembre, quella che ha visto l’uscita in contemporanea dei due album HipHop più attesi dell’anno: Curtis e Graduation. Ecco la traduzione italiana di “Due stelle del rap bisticciano, ignorando una minaccia più

In questi giorni l’edizione on-line del New York Times ha pubblicato un interessante articolo sui dati di vendita relativi alla seconda settimana di settembre, quella che ha visto l’uscita in contemporanea dei due album HipHop più attesi dell’anno: Curtis e Graduation. Ecco la traduzione italiana di “Due stelle del rap bisticciano, ignorando una minaccia più grande”.

“Le cose non stanno andando secondo la direzione che avevo previsto,” ha dichiarato 50 Cent in un intervista ad MTV il mese scorso. Questo ci sembra quantomeno un modo per minimizzare i fatti.

Fifty ha fatto uscire il suo album “Curtis” l’11 di settembre, lo stesso giorno scelto anche da Kanye West per portare nei negozi il suo “Graduation”. I due rapper, che sono entrambi alla loro terza fatica solista, hanno passato gran parte dell’estate a provocarsi ed insultarsi a vicenda.

Se da una parte il signor West è sempre stato fiducioso del risultato, 50 dalla sua andava a dire a tutti e senza alcuna vergogna che lui era il favorito nella competizione. Addirittura, si spinse a dichiarare al sito web sohh.com che se Kanye West avesse venduto più di lui, allora non avrebbe mai più rilasciato un album solista. In seguito si è rimangiato la promessa di ritirarsi, ma all’inizio stentava persino a credere che West avesse osato raccogliere la sfida.

Ora che parlano i numeri, possiamo notare un bel distacco. Secondo la graduatoria della Nielsen SoundScan, “Graduation” ha venduto 957,000 copie la prima settimana, mentre “Curtis” solo 691,000 copie. E’ il miglior debutto nella carriera di Kanye West. (il primo album vendette 441,000 copie, il seguito “Late Registration,” 860,000.) Mentre per 50 Cent, questo è il suo peggior risultato (“Get Rich or Die Tryin’,” ha venduto 872,000 copie, mentre il secondo “The Massacre” 1,1 milioni di copie.)

Potete girala come volete: siamo al punto più alto nella carriera del signor West, ed a quello più basso in quella di 50 Cent.

Ed è anche un grande giorno per la Universal, la multinazionale che distribuisce entrambi gli album. Forse è anche uno dei pochi giorni in cui l’industria discografica, che ha imparato a temere i dati di vendita settimanali dei CD, può tirare un sospiro di sollievo.

Beh, mezzo sollievo. Aggiungendo alle vendite anche le 387,000 copie del nuovo album della stella del country Kenny Chesney, non c’è da esaltarsi. Nonostante questi ottimi numeri infatti, la rivista Billboard ha fatto sapere che rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le vendite totali dei Cd sono in calo del 9%.

Il confronto dei dati di vendita è stato il culmine di quella che è si è dimostrata essere la controversia più seguita nel mondo dell’hiphop.

Acuni appassionati di musica Rap credono che certe liti a distanza frà artisti siano semplici mezzi a buon mercato per far impennare un po le vendite, ma in realtà non sono solo trovate pubblicitarie, in questi tempi di vacche magre, sono la forma di advertising più efficacie.

West e 50 cent si sminuivano a vicenda, ma in realtà lasciavano intendere che si stava trattando solo di un gioco. Ad una festa di presentazione di “Graduation”, West si mise a ridere quando si accorse che i giornalisti si interessavano agli sviluppi della lite in corso, ma apparve irritato sul serio quella volta che Fifty fece irruzione sul palco durante la sua esibizione a sorpresa allo Screamfest. La loro breve apparizione agli MTV Video Music Awards non sciolse il dubbio, erano uno di fronte all’altro e drammatizzavano un pò per lo spettacolo, ma si vedeva che ad ognuno dei due dava fastidio la presenza dell’altro.

In questa scenata sulla pubblica piazza, west si è fatto passare come il buono: il serio e determinato (ma irascibile) che riesce a farcela nonostante le previsioni di tutti, che se la tira è gioca a fare lo scontroso solo per dimostrare che è autentico. A volte non aiuta ma almeno dice quello che gli passa per la mente. Fifty da parte sua sappiamo che ama interpretare la parte del cattivo: Quello spietato (ma adorabile) sempre coinvolto in mezzo a qualche affare losco, a cui si permette di dire ciò che dice solo perchè non si crede che faccia sul serio.

Per alcuni critici le vendite in calo saranno solo la prova che gli ascoltatori sono stanchi dell’ossessione dell’Hiphop per sesso e violenza. Quest’estate il Times ha pubblicato un articolo in cui si affermava che il calo delle vendite della musica Hiphop era il diretto risultato di un “prodotto stantio, senza più originalità,” come dimostra la programmazione di BET, “i quali video sembrano incentrati solo su traffico di armi e donne svestite”. Chissà come mai qualche anno fà, durante il boom delle vendite dei dischi Hiphop, gli stessi fattori non sono stati visti come una prova della buona salute del genere musicale. Ma non importa. Sia per i Rapper, la critica e gli ascoltatori, è difficile accettare il fatto che i dati di vendita siano in qualche modo legati alla qualità artistica, anche se nessuno sa spiegare esattamente come ciò avvenga. Quando si discute di Hiphop, come di moltri altri argometi, alcuni di noi sono pronti a scambiare i fatti con la realtà. Quindi nei prossimi giorni prepariamoci ad ascoltare un sacco di discorsi su come abbia vinto la buona musica (dai Fans di West); su come i giornalisti e l’industria discografica giochino sporco (dai Fans di Fifty); di come l’Hiphop stia morendo, o rinascendo a nuova vita.

Nel frattempo i dirigenti delle Major avranno già smesso di festeggiare e andranno avanti come al solito. Loro lo sanno, per misurare il successo di un album, le vendite della prima settimana a volte sono meno importanti di quelle della ventesima. (Seguendo questo ragionamento, potete concludere che la vera vincitrice di questa settimana è Fergie, che con il suo album di debutto “the Dutchess” è rimasta in classifica di Billboard per un anno esatto e si trova ora al sesto posto.) E sanno anche che un ottima settimana – con tre grandi uscite lo stesso giorno – non risolleva le sorti di un altro anno da dimenticare per l’industria discografica.

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