Ariana Grande accusata di violazione di copyright: chiesti 150.000 dollari

La giovane cantante al centro di una polemica incentrata sul testo di The Way

Ariana Grande è una delle promesse della musica americana. A soli vent’anni, la giovane è balzata ai primi posti delle classifiche. Il suo album di debutto, Yours Truly, è arrivato al primo posto della Billboard 200.

Un successo che conferma le potenzialità future della giovane artista, paragonata spesso alla vocalità di Mariah Carey a cui lei stessa ha ammesso di essersi ispirata.

Il suo singolo d’esordio, My Way, cantato con il featuring di Mac Miller, ha stazionato nella Billboard Hot 100 per ben ventisei settimane. E proprio questo pezzo è stato accusato di plagio per una parte precisa che ricorderebbe una canzone del 1972 dei The Jimmy Castor Bunch dal titolo “Troglodyte”.

La frase ‘incriminata’ è “What we gotta do right here is go back, back in time” (cantata dal rapper Mac Miller) che sarebbe troppo simile al passaggio “What we’re gonna do right here is go back, way back, back in time”

Music Minder riprende la questione specificando la somiglianza

“Sono sorprendentemente simili in diversi modi: testi quasi identici, simile velocità di enunciazione con un ritmo veloce e costante per ‘What we gotta do right’ e ??un ritmo leggermente più lento per ‘Here is go back’, un posizionamento sostanzialmente simile negli stessi posti per le rispettive composizioni”

L’aver inserito la frase all’inizio della canzone è stata giudicata troppo simile alla posizione inserita nel pezzo originale del 1972 ed evocherebbe volontariamente le similitudini tra i due pezzi.

The Hollywood Reporter descrive l’azione legale sottolineando come pretenda una dichiarazione di violazione intenzionale e un’ingiunzione permanente, nonché un versamento cauzionale di 150 mila dollari per la violazione e le spese legali

Qui sotto i due brani in questione:

Via | Digital Spy