Caso Ian Watkins: le dichiarazioni di Lostprophets, del manager e del patrigno

Le reazioni all’ammissione di colpevolezza del cantante per reati di pedofilia.

La notizia, traumatizzante, è arrivata il 26 Novembre, quando Ian Watkins si è dichiarato colpevole dei reati di pedofilia imputatigli da un tribunale inglese.
Ci sono voluti cinque lunghi giorni per la sua (ex) band, i Lostprophets, per raccogliere i pensieri e rilasciare una dichiarazione.
Ricordiamo che, comunque, la band non esiste più: Lee Gaze, Mike Lewis, Stuart Richardson, Jamie Oliver e Luke Johnson hanno sciolto i Lostprophets già da qualche mese.
Questo potrebbe essere il loro ultimo messaggio congiunto, e la foto qui sopra (del 2012) la loro ultima foto tutti insieme (Ian è quello al centro, vestito di blu).

“All’inizio di questa settimana abbiamo scoperto che le accuse di violenza sessuale a danno di bambini perpetrate da Ian erano vere, e che non le avrebbe contestate in tribunale. Fino a quel momento, trovavamo estremamente difficile credere alle accuse, e speravamo che fosse tutto un grosso sbaglio. Sfortunatamente, l’orrore del suo comportamento è ora impossibile da negare.

Molti di voi, comprensibilmente, vogliono sapere se sapevamo quel che stava facendo Ian. Vogliamo essere chiari: NON LO SAPEVAMO.
Sapevamo che Ian aveva un carattere difficile, e le nostre relazioni personali con lui si erano deteriorate, al punto che negli ultimi anni era diventata una triste sfida cercare di lavorare con lui. Ma nonostante le sue battaglie contro la droga, il suo atteggiamento egoista, e le frustrazioni all’interno della band, non avremmo mai immaginato che fosse capace di compiere azioni che ora ha ammesso di aver compiuto.

Siamo distrutti, arrabbiati e disgustati da quel che è stato svelato. E’ qualcosa che ci perseguiterà per il resto delle nostre vite.

I nostri pensieri vanno alla famiglia di Ian, ai fan e agli amici che ha tradito, e più importante di tutti, alle vittime dei suoi crimini. Confidiamo nelle giustizia, e speriamo che Ian comprenda la gravità delle sue azioni. Invitiamo chiunque sia una vittima a contattare le autorità.”

In settimana, dopo l’ammissione di colpa da parte di Ian, erano arrivate anche altre dichiarazioni, prima di tutto da parte di George Davison, tour manager dei Lostprophets e amico della band da tantissimi anni. Via Facebook, ha scritto:

“Dal 2001 al 2012, ti fidi di una persona in mezzo ad un gruppo di ottime persone, e un giorno ti viene mostrata la vera natura di quella persona.

Sarebbe facile scrollarsi via e provare a dimenticare gli ultimi 12 anni in cui ho conosciuto Ian.
Ma non succederà a me, o agli altri che pensavano di conoscerlo bene. Abbiamo vissuto in spazi ristretti e respirato la stessa aria, per mesi e mesi di fila, e non avrei MAI immaginato che una cosa del genere sarebbe successa. Abbiamo cavalcato insieme l’onda del successo, venendo tutti da origini piuttosto umili e finendo a volare in tour per tutto il mondo. Abbiamo vissuto tutti insieme l’emozione di vedere posti lontani per la prima volta, l’onore di incontrare i nostri musicisti preferiti, abbiamo condiviso gli annunci di matrimoni, nascite e morti.

Non scorderò mai i miei anni con i Lostprophets: quelli belli, quelli brutti e quelli, ora, orribili. L’orribile verità è che Ian ci ha deluso tutti: famiglia, bandmates, amici e fan in tutto il mondo.

[…]

Non mi interessa quante droghe si sono prese, non ci sono giustificazioni nemmeno per pensare, tantomeno fare realmente, le cose che ha fatto Ian a quei bambini.

[…]

Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe finita così? Ma che cazz0!”

Infine, anche il patrigno di Ian, il reverendo John Davies (che si è preso cura di Ian fin da piccolo), ha parlato con il Daily Mail:

“Eravamo in tribunale quando Ian ha ammesso le sue colpe. Ne siamo usciti in uno stato di totale shock e disperazione. Continuavo a pensare che ci fosse un errore, che ci fosse una spiegazione a quel che stava succedendo, che non poteva essere vero.

Ian è stato amato, incoraggiato e cresciuto con i migliori valori possibili. Era un ragazzino normale e felice, che viveva in collina con una famiglia che non aveva nessun problema, o perlomeno nessun problema più grave di quelli di tantissime altre famiglie.”

Intanto, in attesa della condanna (che potrebbe arrivare il 18 Dicembre), si scopre che il futuro e il passato dei Lostprophets sono stati condannati: l’importante catena di negozi HMV non venderà più i loro dischi. Un rappresentante della catena, che conta oltre 140 punti vendita in Inghilterra, ha confermato che non saranno più venduti dischi dei Lostprophets, e che stanno venendo rimossi sia dai negozi sia da internet.

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