Modà, Kekko Silvestre: “Nel 2005 ci davano per finiti ma siamo ancora qui grazie a mia mamma”

Kekko dei Modà racconta a Emozioni su RaiDue la storia della band tra delusioni e successi.

di grazias

C’è un gruppo italiano molto famoso che nel 2003 vendette solo una cinquantina di copie del suo primo disco. Stiamo parlando dei Modà, protagonisti della puntata di Emozioni andata in onda su RaiDue nella seconda serata del 18 novembre. Gli autori del format hanno pensato bene di dividere la carriera della band che ha preso il proprio nome d’arte da una discoteca di Erba in tre fasi: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Dante Alighieri, naturalmente, non c’entra nulla. Quella dei Modà è stata piuttosto una storia di cadute, anonimato e sconfitte. Prima di arrivare alla vera e propria Gioia.

Chi scrive non è una fan del gruppo lombardo, ma proprio no. E’ solo una persona che stasera ha ascoltato una storia e, già che c’è, ve la vuole raccontare. La narrazione delle gesta dei Modà è partita dalla vita di Kekko, bimbo iperattivo, a cui il padre un giorno decide di regalare una pianola. All’età di quattordici anni il ragazzo ha già scritto una serie di canzoni che fa sentire a tutti in quel di Cassina de’ Pecchi, suo paesino d’origine. E le fa ascoltare perché vuole capire se quello che s’inventa piace.

Così è per la sua mamma e, più tardi, anche per coloro che diventeranno i suoi compagni di avventura. Costoro, pur ammettendo che Kekko agli inizi non avesse la stessa potenza vocale che può vantare oggi, si sono detti tutti stupiti da lui fin dal primo incontro. Perché nel giovane Francesco vedevano “la scintilla”. Quella scintilla che il pubblico però non percepì nel 2003 quando, all’uscita del primo disco della band interamente prodotto e finanziato da Kekko, delle tremila copie pubblicate ne vennero vendute a malapena una cinquantina. Questo, per loro, sarà l’inizio della fase che gli autori di Emozioni hanno deciso di denominare Inferno.

E poco importa se il gruppo riuscì a portarsi a casa, nel 2004 la prima apparizione in tv grazie al brano Ti amo veramente. Per merito di quel brano, Kekko fu chiamato da una casa discografica che gli propose un contratto, un bel contratto solo per lui. Il ragazzo però rifiutò perché “ho dei ragazzi a casa che aspettano il mio ritorno per sapere come sia andata, non posso tradirli così”. E allora il produttore se ne fece una ragione e prese tutto il pacchetto per spedirlo direttamente a Sanremo. La tensione del Festival, però, si fece sentire e i ragazzi litigarono pesantemente tanto da non rivolgersi più la parola nemmeno durante le prove. Era il 2005 e i Modà vennero eliminati subito dopo la loro prima esibizione. Kekko pensò di mollare tutto ma trovò in valigia una lettera della madre: “Anche se non vinci sei sempre il vincitore, la mamma ti vuole bene”.

Solo che poi, dopo l’estate, alle orecchie dei Modà arrivarono voci, voci che li davano per spacciati all’interno del mercato discografico anche a causa dell’insuccesso sanremese. Ecco come ne parla il frontman del gruppo:

Dicevano che eravamo completamente inceneriti, più che bruciati. Giravano voci che ci fossimo montati la testa, si diceva che io mi drogassi, addirittura. Tutte cose non vere.

Una cosa vera, però, accadde sul serio: dopo un cambio di formazione che vide l’ingresso in scena del chitarrista Enrico Zapparoli e del batterista Claudio Dirani, la casa discografica dei Modà fallì e, notizia ben peggiore, alla madre di Kekko fu diagnosticato un tumore. A quel punto il ragazzo pensò seriamente di mollare per l’ennesima volta, ma…

Dopo cinque dischi, pensavo di aver fatto tutti i tentativi possibili e ormai mi sentivo pronto a mollare. Mia madre, però, mi disse di insistere ancora perché “se molli mi fai morire, io vivo solo per le tue canzoni”. Lei stava davvero male ma aveva sempre le cuffie per ascoltare la mia musica, mi diede coraggio e, proprio in quel periodo scrissi tutte le canzoni che poi sono entrate a far parte di Viva i Romantici: da La Notte a Salvami passando per Come un pittore.

Il “Purgatorio” dura fino al 2009, l’anno in cui per Kekko e soci si aprono davvero le porte del Paradiso o, se non altro, quelle di radio 102.5. Risale a quel periodo, infatti, l’incontro con il boss dell’emittente, Lorenzo Suraci che, ai microfoni di Emozioni non esita a definire Silvestre: “Un grandissimo scassaballe”. Qualcosa di lui, però, lo colpisce. Il ragazzo aveva portato al loro incontro, benedetto dalle sensazioni positive della madre ormai guarita dal cancro, anche il provino di Son già solo. Appena Suraci ascolta quel brano capisce che sarebbe diventato il loro produttore. E così fu.

Il rapporto tra frontman e produttore però, non è dei più idilliaci:

Mi diceva che se prima ero io a gestire la mia “salumeria” ora era arrivato il momento di passarla ad altri perché la trasformassero in un supermercato. Io non ero abituato a questa cosa, Lorenzo metteva mano anche ai testi delle mie canzoni. Alla fine, però, Son già solo raggiunse ventimilioni di visualizzazioni su Youtube. Scuraci mi chiamò per dirmelo e aggiunse: “Allora, la finisci di fare il cogli*ne? Adesso ti fidi?”. E come avrei potuto non farlo? In quel periodo stavamo cominciando ad esibirci nei palazzetti e facevamo 9000 paganti a sera. Era incredibile soprattutto perché non era ancora uscito il disco, in giro c’erano solamente i singoli La Notte e Son già solo!

Ritroviamo la band nel 2011, sul palco dell’Ariston in coppia con Emma Marrone e alle prese con Arriverà, brano scritto interamente da lui e che si accaparrò il secondo posto. Sul gradino più alto del podio quell’anno ci finì Roberto Vecchioni con la splendida Chiamami ancora amore. Non ci rimasero male, però. Come ha detto la stessa Emma, interpellata dai microfoni di Emozioni: Arrivare davanti al Maestro Vecchioni ci avrebbe messo in imbarazzo totale!.

Il resto, è storia recente: Kekko e compagni parteciparono anche all’ultimo Sanremo con il brano Se si potesse non morire, classificandosi terzi dietro La canzone mononota di Elio e le Storie Tese e l’Essenziale del vincitore Marco Mengoni. Sì, ma il primo disco dei Modà? Quello che riuscì a vendere solo cinquanta copie? Che fine ha fatto? Kekko ci regala la risposta a questo enigma:

Eh, molti fan vorrebbero comprarlo oggi e me lo chiedono spesso. Ma quelle copie le ho tutte io e non le venderei per niente al mondo, me le tengo strette!

Ok, quel disco dev’essere davvero terrificante.

I Modà a Emozioni su Rai 2, 18 novembre 2013

I Modà a Emozioni su Rai 2, 18 novembre 2013

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