Incendio al Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria

Bruciata l’intera collezione di strumenti e libri antichi esposta nella ex Stazione Lido della città calabrese: non si esclude l’origine dolosa.

Un patrimonio artistico ed etnomusicologico completamente distrutto: questo è il tetro bilancio dell’incendio che stanotte ha bruciato la struttura che ospitava il Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria, 200 metri quadri di spazio espositivo ricavato nell’edificio dismesso dell’ ex Stazione Lido della città calabrese, ubicata nella Pineta Zerbi a pochi metri dal lungomare cittadino.

Il Museo dello Strumento Musicale era nato nel 1996  per volere di un medico reggino, Demetrio Spagna, fondatore dell’Associazione che si occupava della gestione degli spazi espositivi oltre che della raccolta e catalogazione degli strumenti provenienti da tutto il mondo: la collezione del museo reggino era arrivata a raggiungere il considerevole numero di circa 800 esemplari di chitarre, bruciate questa notte, oltre a promuovere la ricerca e conservazione di strumenti popolari come i tipici tamburi della tarantella calabrese.

Distrutta completamente anche la biblioteca, dove erano raccolti libri antichi di un certo valore e anche una preziosa collezione di spartiti musicali in copia unica, e l’area degli uffici amministrativi: stando alle prime ricostruzioni effettuate dai carabinieri, si è salvata solo una piccola parte degli strumenti musicali, protetta da un vetro nella zona espositiva, ma è davvero molto poco per l’inestimabile patrimonio perso.

Nel Museo venivano spesso tenuti corsi di approfondimenti musicali e entomusicologici sugli strumenti catalogati ed era permesso, dietro richiesta, suonare a turno gli strumenti esposti per mantenerli in vita: era insomma un luogo importante nella vita culturale di Reggio Calabria. Dopo il violento incendio, sulle quali cause è stata aperta un’indagine e i carabinieri non escludono l’origine dolosa, l’intera struttura del Museo è stata dichiarata pericolante e transennata per non permettere alcun accesso in attesa degli ultimi rilievi. Fortunatamente non era presente alcuna persona all’interno dell’edificio al momento dell’incendio.

Oggi alle 16.30 è prevista un’assemblea aperta e partecipativa nella zona della Pineta Zerbi, voluta dallo stesso Demetrio Spagna, per decidere come procedere per il tentativo di recupero della struttura, mentre per la collezione non c’è davvero più nulla da fare.

Via | AGI

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