Il Rugby e le Haka….aspettando Nuova Zelanda-Italia (ore 13.45)

Tra un quarto d’ora ai mondiali di rugby che sono cominciati ieri, va in scena a Marsiglia la partita che tutti noi, addetti ai lavori (ecco, faccio il giornalista!) ma soprattutto appassionati della palla ovale attendevamo. L’Italia di Pierre Berbizier sfiderà i superfavoriti All Blacks, la terribile nazionale neozelandese. Dato che questo è un blog

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Tra un quarto d’ora ai mondiali di rugby che sono cominciati ieri, va in scena a Marsiglia la partita che tutti noi, addetti ai lavori (ecco, faccio il giornalista!) ma soprattutto appassionati della palla ovale attendevamo. L’Italia di Pierre Berbizier sfiderà i superfavoriti All Blacks, la terribile nazionale neozelandese.

Dato che questo è un blog musicale e più in senso lato dedicato a tutto quello che è suono, quale migliore occasione per riproporre la mitica “Haka”, la danza maori che la squadra neozelandese esegue prima di ogni gara. E’una danza erroneamente definita intimidatoria, anche se i toni con cui viene “cantato” in ritornello fa quest’effetto. E’ anche e soprattutto una danza di gioia, che dà la carica. A guidare il canto è la danza è il giocatore di sangue maori più anziano. La traduzione italiana del testo è “Batti le mani contro le cosce/ Sbuffa col petto/ Piega le ginocchia /Lascia che i fianchi li seguano /Sbatti i piedi più forte che puoi”.

Qui ve ne propongo due versioni, la classica “Ka Mate” che eseguono prima di ogni gara e la “Kapa O Pango”, inventata dagli All Blacks per le occasioni speciali (come il Tri Nations del video, prima del match contro gli Springboks sudafricani). Ne esiste anche una terza, la Peruperu, tipica di guerra.

A seguire, vi propongo la cosiddetta Siva Tau, la Haka che esegue la nazionale delle Isole Samoa, altra sicura protagonista del mondiale di rugby (la traduzione in francese del testo è nel video)e la Sipi Tao, la danza Haka di un’altra delle nazionali sicure protagoniste, quella di Tonga (anche in questo caso c’è la traduzione francese). Godiamocele, dunque. E poi godiamoci la partita (su Sky Sport 1)

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