Ieri si amavano i Pink Floyd, oggi Paolo Meneguzzi

Vi offro, per affrontare gli anfratti più veri della riflessione sui cambiamenti generazionali della musica, un contributo di Intervistepazze, che qualche giorno fa ha postato sul suo blog un pezzo interessante (del quale riportiamo in questa sede solo un breve estratto) che parla dell’idolatria politica e musicale di appena una generazione fa (facciamo due) rispetto

di aleali

Vi offro, per affrontare gli anfratti più veri della riflessione sui cambiamenti generazionali della musica, un contributo di Intervistepazze, che qualche giorno fa ha postato sul suo blog un pezzo interessante (del quale riportiamo in questa sede solo un breve estratto) che parla dell’idolatria politica e musicale di appena una generazione fa (facciamo due) rispetto a quella riscontrabile oggi. Differenze abissali sulle quali vale la pena riflettere, senza necessariamente essere d’accordo. O invece sì.

[…] Si può parlare di una generazione movimentata tra i suoi grandi pregi e i suoi grandi difetti. Una generazione-spartiacque che ha definito il pre e il post. Il fermento di quei giovani arrivò fino alla musica, che vide i suoi anni migliori. I Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Led Zeppelin e in Italia i vari De Gregori, De Andrè, Guccini e tanti altri. Una generazione che ha lasciato il segno, perché lo ha voluto lasciare, ha bucato la storia e si è proiettata, forse con incoscienza, più avanti degli anni in cui è stata collocata. Ed oggi?
Partiamo dalla fine:la musica. Se in quegli anni gli stadi li riempivano i Queen ed i Pink Floyd, oggi è Laura Pausini a riempirli. La prima differenza la notate? E’ enorme. Se in quegli anni le donne si strappavano i capelli per John Lennon &Co, oggi lo stesso effetto lo provoca Paolo Meneguzzi. Ma vi sembra una generazione sana? A me no! Nella musica non è un problema creativo, poichè la musica di questi anni è di alto livello. Però in questi anni le eccellenze musicali rimangono nascoste o comunque in secondo piano. Molti ragazzi non conoscono neanche i migliori musicisti. E ovviamente non in tutti è presente quello spirito di ricerca musicale, che è l’unico modo per uscire dalla routine della musica di MTV.

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