Delorean, libera la band spagnola vittima di sequestro virtuale in Messico

I quattro membri della band indie di origine basca sono rimasti vittime di una modalità di rapimento finalizzata all’estorsione, a Città del Messico.

Una storia assurda, che potrebbe sembrare la sceneggiatura di un film di Steven Soderbergh sul narcotraffico tra Stati Uniti e Messico ma che invece, travalicando i confini dell’immaginazione, è accaduta veramente: la band indie-rock spagnola di origini basche Delorean è stata vittima di un falso rapimento con fini di estorsione a Città Del Messico, la capitale del paese americano, da parte di finti poliziotti probabilmente affiliati ai Los Zetas, famoso gruppo di sequestratori e delinquenti operanti nella regione del Distrito Federal, lo stato federale della capitale messicana.

Stando a quanto riportato da El Pais, il gruppo dei Delorean sarebbe stato raggirato nel corso di quello che viene definito un “sequestro virtuale“: i rapitori, travestiti da poliziotti, si sarebbero presentati al cospetto dei quattro musicisti dicendogli che l’albergo nel quale si trovavano non era abbastanza sicuro per proteggerli da rapimenti e si sono fatti seguire in un altro hotel. Una volta raggiunta la nuova sede, ai Delorean sono stati confiscati i cellulari e i rapitori hanno telefonato alle famiglie dei musicisti per domandare un riscatto di circa 5 milioni di pesos messicani, corrispondenti a 300mila euro.

Dato l’allarme lanciato dalle famiglie dopo aver ricevuto diverse chiamate da numeri cellulari messicani, la Ertzaintza de Zarautz, la polizia autonoma basca, si è subito attivata assieme alla sezione speciale Secuestros y Extorsiones de la Comisaría General de Policía Judicial di Madrid, giunta fino a Oiartzun (Gipuzkoa) per istituire un gabinetto di crisi e risolvere la questione senza tirare in ballo la diplomazia internazionale.

Dopo una serie di telefonate angoscianti incrociate tra i rapitori in Messico e le famiglie nei Paesi Baschi spagnoli, la situzione è stata finalmente chiara: i quattro musicisti dei Delorean non erano veramente sotto tiro di pistole, ma soltanto minacciati verbalmente di torture e possibili violenze. Nel corso delle chiamate, la Ertzaintza basca e la polizia nazionale spagnola sono riuscite a localizzare le posizioni fisiche di detenzione dei Delorean, tenuti sotto torchio virtuale in due stanze di un hotel di Città del Messico. I rapitori hanno abbassato la richiesta di riscatto a 10mila euro e finalmente la liberazione ha avuto luogo.

I Delorean, che hanno pubblicato il mese scorso il nuovo disco Apar anticipato dal singolo Destitute Time, hanno interrotto la mini tournée in America, che avrebbe previsto un concerto a Seattle stasera 9 Ottobre, e sono rientrati in Spagna per rassicurare finalmente le famiglie.

Non è il primo caso di sequestro virtuale subito da spagnoli in Messico, sottolinea El Pais: è già la terza volta in poco tempo che cittadini spagnoli restino vittime di tali modalità di rapimento, che si basa sulla violenza psicologica ma non fisica. Come ha spiegato Samuel Gonzalez, professore della Universidad Nacional Autonoma de México espero in sicurezza pubblica, questo tipo di sequestro funziona con determinate modalità ed è sempre più frequente nel paese centroamericano:

E’ una modalità di estorsione: telefonano alle vittime dicendogli di andare in un albergo e restare isolati, altrimenti gli faranno del male. Continuano imponendogli di spegnere i cellulare e poi telefonano alle famiglie dicendo che sono stati rapiti. E’ un inganno, ma funziona. La gente preferisce non rischiare e manda subito il denaro richiesto. In Messico succedono sequestri quotidiani, c’è spesso complicità tra polizia e rapitori: questo crea una psicosi che favorisce questo tipo di telefonate.

Via | El Pais

Foto | Facebook

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