Rita Pavone, Masters: “Sarò in Arena con Morandi, questo disco rappresenta una nuova me”

Rita Pavone, Masters è il nuovo disco: tutti i dettagli in diretta dalla conferenza stampa.

di grazias

12.47 La conferenza stampa è terminata

12.43 Ora guardiamo il videclip di I want you with me (che vi linko così ce lo vediamo insieme, su):

12.40 Rita Pavone e le nuove tecnologia:

Sono molto grata a Internet. Anche perché si può dimostrare tutto quello che mi è successo negli anni Sessanta, per dire. Io ero ventiseiesima nella Billboard 100 nonostante un inglese incomprensibile. Però lì mi dicevano che il mio inglese non era male perché suonava “esotico”. In ogni caso quello che ho avuto io, non l’ha avuto mai più nessuno nella sua carriera. Chi altro poteva cantare Pianissimo e Viva la pappa col pomodoro con la stessa credibilità?

12.38 Masters sarà l’unico disco della sua carriera:

Per adesso mi interessa la vita di questo disco qua e non so cosa mi succederà in futuro. Di certo la mia voce sta reggendo molto bene, cosa che mi stupisce ogni giorno. Io canto sempre anche a casa ma se la voce mi tiene e questo disco riesce a dimostrare che esiste un’altra Rita perché non pensare a un nuovo capitolo di Masters con tributi ad altri artisti che mi hanno ispirata?

12.37 E per la distribuzione estera di Masters…

E’ un disco che esportiamo con grande tranquillità. So che già dalla Germania sono molto interessati. Per quanto riguarda il tour invece, direi che è nell’aria ma non c’è ancora nulla di ufficiale. In ogni caso, dovessi farlo, mi piacerebbe che sia nei teatri.

12.34 Rita e la politica:

La politica non mi interessa perché ho capito che è una cosa sporca. Mi dispiace per la situazione attuale ma son sicura che ci risolleveremo. Io sono nata subito dopo la guerra e mia madre mi chiamava “boom boom” perché mi muovevo spesso nella sua pancia quando cadevano le bombe.

12.31 Rita sulle nuove leve della musica italiana e internazionale:

Quando ho visto il video di Wreckling Ball mi son chiesta se il martello che lecca fosse lo stesso di cui cantavo io! Comunque per quanto riguarda le nuove leve della musica italiana ho molta simpatia e ammirazione per Emma, Marco Mengoni e Alessandra Amoroso (anche se lei non l’ho mai conosciuta). Spero che chi li gestisce riesca a incanalarli verso quello che loro vorrebbero fare davvero nella loro carriera.

12.28 Rita rivela di aver pensato di smettere:

Io mi ero prefissata di smettere a sessantanni. Ormai avevo fatto tutto quello che volevo fare nella mia carriera e ciò che mi proponevano non mi piacevano più. Quindi mi sono trasferita in Spagna e stavo benissimo lì. Ci sarei pure rimasta a vita se mio marito non avesse avuto dei problemi di salute. Una volta tornata avevo comunque questo tarlo, quello di cantare. Volevo fare qualcosa di nuovo però, volevo fare qualcosa che facesse cambiare l’idea che la gente ha di me. Come Jim Carrey non è solo The Mask ma anche Se mi lasci ti cancello (titolo italiano orrendo, ma grande interpretazione drammatica da parte sua), anche io voglio dimostrare che Rita non è solo La partita di pallone!

12.25 Inevitabile la domanda sulla sua presenza al fianco di Gianni Morandi sul palco dell’Arena di Verona:

Ci sarò e sarò felicissima di esserci! Non so ancora dirvi se il sette o l’otto ottobre ma non posso e non voglio mancare! Gianni Morandi è una bella persona e si merita tutto il successo che ha. All’Arena farò anche un mio pezzo, I want you with me ma non mancheranno duetti con lui.

12.22 Rita sui successi che hanno caratterizzato la sua carriera:

Alcune canzoni sono come la messa, saranno anche vecchie ma piacciono sempre! Quindi se quando andrò in tv a promuovere Masters mi chiederanno di cantare La partita di pallone, lo farò più che volentieri! Comunque mi fa piacere vedere come il primo singolo, I want you with me, sia stato accolto anche da radio che non mi filavano da almeno una ventina d’anni. Come Radio Deejay, ad esempio.

12.19 L’entusiasmo di Rita Pavone:

Ho sessantotto anni e ho realizzato oggi. Anche come imprenditrice per me è stato un lavoro nuovo. Mio marito alla fine del lavoro mi ha chiesto: “Ma sei felice di averlo fatto, ti piace?”. E io ho risposto di sì perché lo sono davvero. Quando ho ricevuto la prima copia, l’ho guardata come nel 1962 guardavo la copia di La partita di pallone pensando “Non è possibile che ci sia io li dentro!”. L’emozione è la stessa.

12.16 Prende la parola Enrico Cremonesi, l’arrangiatore del disco:

Masters è un disco trasversale, siamo stati attenti a tutto dalla scelta dei musicisti in poi. Abbiamo collaborato con gente che ha l’abitudine di lavorare con i Rolling Stones, per dire. Non volevamo fare qualcosa di nuovo, ma qualcosa di particolare. Siamo molto soddisfatti di quello che è venuto fuori.

12.10 Nel disco c’è anche un brano, I wonder who’s kissing her now, che risale al 1901:

E’ la dimostrazione che quando una canzone ha una melodia, funziona sempre senza bisogno di stravolgerla. Ho avuto qualche difficoltà con i publisher americani e se per quanto riguarda gli autori ho trovato persone valide come Enrico Ruggeri, il problema a quel punto è stato trovare un arrangiatore. Pensavo di dover andare all’estero. Negli ultimi anni non ero felice di quello che cantavo soprattutto perché trovavo arrangiamenti vuoti, che non mi convincevano. Poi una mia segretaria mi ha chiesto: “Perché non provi con Enrico Cremonesi?” ma io pensavo che lui lavorasse solo con Fiorello. E invece questo ragazzo ha accettato ed è stato veramente una scoperta. Ha una delicatezza nel gestire i violini e gli archi, e una forza per i pezzi swing…sono rimasta davvero stupita!

12.06 Rita Pavone è interprete, autrice e produttrice di Masters. L’idea del disco nasce da molto lontano:

Da ragazzina avevo un amico di mio padre che lavorava sulle navi e portava dei dischi dall’America. Io mi sono cibata di cose che da ragazzina amavo tantissimo e che erano nuove perché noi in Italia ascoltavamo “Buongiorno Tristezza”. Quando le ascoltavo dicevo a mia mamma che un giorno avrei voluto cantarle io quelle canzone, farle mie, magari anche in italiano, perché no? E oggi quel giorno è arrivato.

Manca pochissimo all’inizio della conferenza stampa di presentazione del nuovo disco di Rita Pavone, Masters. Si tratta di un doppio cd di cui la cantante sembra andare davvero fiera: “Questo è il disco che avevo in testa di fare più di cinquanta anni fa!”, dice. Il titolo scelto per il progetto gioca sul duplice significato della parola Masters che indica le matrici dei dischi, rimandando anche all’idea di “Maestri ispiratori”. Masters uscirà l’8 ottobre per la Sony Music a ben diciannove anni di distanza dall’ultimo lavoro discografico di Rita. Quindici cover di grandi successi americani ispiratori della sua carriera, cantati sia in inglese che in italiano. Tutto questo e molto altro è Masters e se volete saperne di più, non perdetevi questo post in diretta dalla conferenza stampa!

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