Nirvana, In Utero: le 10 cose che non sapete sull’album uscito il 13 Settembre 1993

In Utero dei Nirvana: sapete tutto, ma proprio tutto, sull’ultimo lavoro della band prodotto da Steve Albini?

“In Utero” è il terzo e ultimo disco di inediti dei Nirvana, pubblicato il 13 settembre 1993 (in Inghilterra, in vinile e cassetta). Il lavoro è stato prodotto da Steve Albini, anzi, “registrato da” Steve Albini – come fece scrivere nelle note di copertina.

Albini, che all’epoca aveva lavorato con Pixies e Breeders, era considerato dalla band ‘l’uomo giusto’. Kurt Cobain all’epoca era ossessionato da una sorta di ‘tradimento’ nei confronti del punk per essere diventato così famoso, ossessione che non l’avrebbe mai abbandonato. Lo si può notare nei suoi diari, nelle note del brano “Serve The Servants”, dove nomina il sucksess, gioco di parole tra suck, schifo e success, successo (nel pezzo ci sono anche riferimento al padre di Kurt, Don). E nella sua straziante lettera d’addio.

In origine il disco si sarebbe dovuto chiamare “I Hate Myself and I Want To Die”, e poi “Verse Chorus Verse”. La copertina è stata realizzata da Robert Fisher su indicazione di Kurt: la donna in copertina è la controparte femminile della copertina del singolo Sliver. Ha le ali, come la Nike di Samotracia. Tutto l’artwork è comunque pieno di riferimenti al mondo femminile.

Il prossimo 24 settembre uscirà un’edizione speciale del disco: il disco originale, quello rimasterizzato e i ‘contenuti speciali’ (ovvero nessun vero inedito, soltanto demo version e registrazioni live). Presente anche il dvd del concerto Live and Loud registrato per MTV a Seattle il 13 dicembre del 1993.

Forse non tutti sanno che…le 10 curiosità di “In Utero”

1. I demo di “In Utero” sono stati registrati insieme a quelli di “Live Through This” delle Hole, tra il 19 e il 22 gennaio 1993. Il fonico, Craig Montgomery, ricorda che tutto veniva registrato in presa diretta, “buona la prima”. Kurt invece non aveva ancora terminato la stesura dei testi, e quindi la parte vocale veniva inserita successivamente. Inoltre “cinque o sei canzoni erano già complete, ma alcune non trovarono posto nell’album” (sarebbe interessante recuperarle anzichè i soliti demo e live version ndr). Dopo aver registrato i brani dei Nirvana Kurt suonava il basso durante le registrazioni delle Hole. Risale a quel periodo il loro pezzo “Miss World”.

2. Il nome usato dalla band per prenotare lo studio di registrazione (i Pachyderm Studios di St. Cloud, vicino a Minneapolis, in Minnesota) era Simon Ritchie Group. Simon Ritchie era il vero nome di Sid Vicious dei Sex Pistols, ed era lo pseudonimo usato da Cobain negli hotel durante i tour.

3. Il brano Pennyroyal Tea si rifà al tè alla menta Pennyroyal (Mentha pulegium), che in dosi massicce provocherebbe l’aborto. L’olio essenziale estratto dalla pianta è fortemente tossico e se ingerito può portare alla morte.

4. E’ possibile vedere una heart-shaped box, ovvero una scatola a forma di cuore come quelle che Kurt regalava a Courtney, tra le mani di Dave Grohl nel videoclip del brano omonimo, che potete vedere in coda al post. Il brano sarebbe stato ispirato dalle immagini di bambini malati di cancro.

5. Il retro del disco è un collage fatto da Kurt, con disegni, fiori, gusci di tartaruga e feti. Che siano riferimenti agli oggetti presenti nelle sue vecchie case? Kurt infatti, ad esempio, nell’appartamento che condivideva con Matt Lukin dei Melvins, aveva una vasca da bagno con all’interno alcune tartarughe in mezzo al salotto.

6. Durante le registrazioni del disco la band, nel tempo libero, faceva scherzi telefonici. Una delle vittime fu Evan Dando. Albini invece si spacciò per il produttore Tony Visconti con Eddie Vedder.

7. Sul Chicago Tribune il 19 aprile 1993 uscì un articolo, firmato da Greg Kot, in cui veniva riferito che la casa discografica era insoddisfatta del disco. Il disco sarebbe stato definito ‘non pubblicabile’. Bill Bennett all’epoca general manager della Geffen, disse che c’era qualcuno che la pensava così, ma che si trattava comunque di un’ottima produzione.

8. “Heart-Shaped Box” e “All Apologies” sono state riarrangiate per essere “più commerciali” da Scott Lit, già collaboratore dei R.E.M. su “Automatic For The People”, ai Bad Animal Studios di Seattle.

9. Dopo la pubblicazione del disco negli Usa, Wal-Mart, la grossa catena di negozi, ne bloccò la distribuzione a causa di feti in copertina.

10. In un certo senso il brano “Rape Me” era già stato presentato agli Mtv Music Awards 1992. Il pezzo era stato vietato dall’emittente per cui la band, a mo’ di provocazione, suonò comunque durante l’esibizione dal vivo e in diretta il riff iniziale. Proprio mentre i dirigenti della rete correvano a ‘mandare il nero’, partì, come concordato “Lithium”. Si pensa che un passaggio di “Rape Me” sia dedicato al manager della band (“I appreciate your concern you’re gonna stink and burn”), che i Cobain ritenevano responsabile della famosa intervista a Vanity Fair, in cui si parlava di un presunto consumo di eroina di Courtney Love durante la sua gravidanza. Tanto che i Cobain gli hanno mandato anche un biglietto di auguri, per il Natale 1992, con scritto “Alla nostra fonte interna preferita”.

“In Utero”, la tracklist

La versione europea del disco conteneva anche “Gallons Of Rubbing Alcohol Flow Through The Strip”. Sul retro del singolo, “Heart-Shaped Box”, in Inghilterra c’era “Marigold”, il brano scritto da Dave Grohl e “Milk It”.

Serve the Servants
Scentless Apprentice
Heart-Shaped Box
Rape Me
Frances Farmer Will Have Her Revenge on Seattle
Dumb
Very Ape
Milk It
Pennyroyal Tea
Radio Friendly Unit Shifter
Tourette’s
All Apologies
(ghost track) Gallons of Rubbing Alcohol Flow Through the Strip

Il video di “Heart-Shaped Box”

“Heart-Shaped Box” è stato il primo singolo tratto dall’album. Il videoclip è stato diretto dal regista Anton Corbijn, storico collaboratore di Depeche Mode e U2. All’inizio doveva essere Kevin Kerslake a dirigerlo. Nel 1994 Kerslake fece causa ai Nirvana, perchè – come si legge nei documenti processuali – nel videoclip comparivano alcune sue idee (il Ku Klux Klan, la stanza piena di fiori, i campi di papaveri, la foresta, un uomo anziano su una croce, lo spaventapasseri).

Bibliografia:

Charles Cross, “Cobain” – Arcana
Michael Azerrad, “Come As You Are” – Arcana
“Kurt Cobain, Diari” – Mondadori
Carrie Borzillo, “Kurt Cobain & Nirvana” – Giunti