Elio e le Storie Tese: "Cara ti amo è volgare? Meglio di 'fumo e gioco a PES'...".

Le stoccate al panorama musicale italiano non mancano: tra cantanti che non cantano, musicisti che non suonano e canzoni interscambiabili il quadro è davvero desolante.


"Ci rendiamo conto di aver scelto una strada difficile per fare musica perché abbiamo deciso di accordare gli strumenti, suonare a tempo e cercare di cantare intonatissimi e soprattutto non avere nastri registrati durante il live. Eh, lo so che è inattuale come cosa, abbiamo scelto una strada un po' antica, ma abbiamo scelto di percorrerla come viene..."

La battuta di Faso durante la Masterclass che gli Elio e le Storie Tese hanno tenuto nella seconda giornata del GFF 2013 riassume perfettamente quel che il gruppo pensa dell'attuale panorama musicale, italiano e non, tra (pseudo) musicisti persi senza l'accordatore digitale e contenuti artisticamente scarsi.

Più che una lezione, l'incontro al Giffoni 2013 è stata una sorta di intervista a più voci: sul palco quelle di Elio, Cesareo e Faso, in platea quelle dei giurati del Festival, gli unici - giustamente - autorizzati a fare domande al gruppo. Sempre assente Rocco Tanica, che ha scelto di non seguire gli Elii in tour per motivi personali e non inerenti ai rapporti con la band, come precisato già alla conferenza stampa di presentazione dell'Album Biango.

Partiti con una riflessione sui talent ("Meglio di niente per riportare la musica alla tele") e sull'impegno degli EELST in pubblicità ("Non volete che la facciamo? Allora comprate i nostri dischi, non  scaricateli illegalmente"), che diventa una considerazione amara sullo stato del reale 'commercio' discografico, gli Elii rispondono con la consueta franchezza a tutte le domande loro poste, senza paura di chiamare in ballo i 'colleghi', come fatto in molti pezzi del loro ultimo lavoro discografico.

Chi non conosce gli Elli pensa che Cara ti amo sia volgare. Ma voi siete volgari?

"Sì"

risponde secco Elio che aggiunge

"però è una cifra che abbiamo scelto di usare tanti anni fa, come cifra artistica, non volgari fini a se stessi. Io l'ho sempre detto: è come vedere la foto di una donna nuda su un giornale porno e la foto di una donna nuda scattata da Helmut Newton. Nessuno va dire a Newton che è volgare, lo dicono a quel povero cristo che ha fatto la foto per il porno. Non è volgare uno che dice parolacce... per esempio Calderoli è volgare".

E scatta l'applauso della sala. Ma la botta finale la dà Faso.

"E' vero che Cara ti amo contiene 'parole forti', ma la volgarità non è nell'uso delle parolacce ma dei messaggi. A mio parere uno che dice che "per ridurre lo stress fumo un po' e gioco a Pes" dà un messaggio ai giovani che fa schifo al caz**".

E per chi fosse proprio a digiuno di musica contemporanea, il riferimento, per nulla velato, è ai Club Dogo con "PES".

La solita domanda sui ruoli di ciascuno nella scrittura dei testi e delle canzoni viene liquidata in maniera come sempre ironica da Faso:

"Io mi occupo dei avverbi, Cesareo degli verbi, Elio degli articoli, Rccco Tanica dei pronomi, così scriviamo sempre testi equilibrati".

Elio punta sull'analogia nobile dell'artigianato artistico:

"Siamo come dei falegnami, ma di quegli artigiani che fanno opere d'arte eh, mica mobilacci di quint'ordine. Uno taglia, uno lucida, uno fa le maniglie, uno le gambe... poi ce li scambiamo. Sono ruoli che sono venuti fuori con il tempo. Stiamo insieme da 30 anni e visto che poi ci rompiamo di fare sempre le stesse cose ci scambiamo sui ruoli".

E quando dal pubblico gli si fa 'notare' che sono dei musicisti straordinari, Elio raccoglie il complimento trasformandolo in un'analisi dell'attuale situazione artistica della musica pop contemporanea.

"Hai ragione, siamo musicisti straordinari nel senso che siamo 'extra-ordinari': in Italia 'ordinario' è uno che suona male, 'straordinario' è uno che suona giusto. Ci atteniamo alle vecchie regole della teoria, che son sempre quelle, eh. Non ci sono modi diversi di accordare una chitarra, per fare un esempio. Fino a cinquant'anni fa erano tutti bravi sul palco, ora la situazione è gravissima. Non siamo abituati ad ascoltare gente che suoni bene..."

E racconta un aneddoto dei casting di X Factor che si riallaccia al discorso di apertura:

"E' arrivato uno e voleva accompagnarsi ma aveva la chitarra scordata e l'accordatore scarico. Non era in grado di accordare la chitarra a orecchio. Gliel'ho accordata io...".

"Aveva le orecchie rotte?"

commenta Faso, citando la reazione di Anthony Jackson a una situazione simile, ma in un seminario di bassisti. Che è anche peggio.

Ma c'è anche un netto autogol di un ragazzo, con chitarra orgogliosamente mostrata, che chiede al gruppo gli accordi di Dannato Umorismo, non avendoli trovati su internet.

"Questo è un altro aspetto grave - lo riprende Cesareo - Quando ero piccolo mettevo un dito per rallentare gli LP per cercare di capire i singoli passaggi... Ora voi che avete mezzi sofisticati e potete fare tutto, non sapete fare un ca**o!".

Il fatto di essere dei personaggi vi ostacola?

Elio ha pochi dubbi:

"Non è che noi 'siamo personaggi'... la cosa grave oggi è la mancanza di gente con una personalità forte: ascoltiamo cantanti intercambiabili, cantano tutti allo stesso modo, nessuno ha una caratteristica. Poi noi abbiamo iniziato 30 anni fa e siamo ancora qua vuol dire che non è tanto brutto essere personaggio".

Quando torneranno I Nuovi Alphaville?

Elio è lapidario: mai!

"Non torneranno mai. Sono forti perché sono 'lì'. Sono rimasti lì, a quella esperienza"

ed Elio si riferisce a Mai dire gol e al 'successo' di Ti Amo Campionato. Altri tempi e altri mondi tv.  

Il segreto dei loro live?

"Essere contenti di essere sul palco: se lo siamo noi automaticamente lo sarà anche il pubblico. Il nostro compito è quello di arrivare sul palco e non annoiarci. La canzone può essere bella quanto vuoi ma se la canti già la 250a volta ...".

Stando alle risate che si son fatti sul palco al Giffoni Music Concept direi che si son divertiti. Il pubblico sicuramente.

Foto | @GiovanniBasile

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