Fakemen: intervista di Soundsblog alla band che traduce in italiano le hit di successo

I Fakemen, il gruppo che traduce le hit internazionali in italiano, da Shakira a Lady Gaga e Madonna

“Stai ascoltando l’ultimo singolo del tuo artista internazionale preferito quando ad un tratto ti chiedi: “Ma il testo…cosa dice?” Da oggi in tuo soccorso arrivano i FAKemEN!”

E’ questo lo slogan che descrive la filosofia dei Fakemen che si divertono a tradurre letteralmente in italiano canzoni famose, vere e proprie hit internazionali che tutti cantano e ballano.

Una delle loro ultime “creazioni” è la hit di Madonna “Give me all your luvin”. Il video lo vedete in apertura post ed è già diventato cult sul web, condiviso su Facebook e amatissimo dagli internauti (amo “Non fare quello stupido gioco perchè sono un altro tipo di ragazza”).

Abbiamo intervistato per voi i Fakeman, in onda all’interno del programma ASGANAWAY, con Albertino, WNA e Shorty dal lunedì al venerdì alle 14.00 su Radio Deejay. Dopo il salto, l’intervista e qualche loro video:

Presentate i Fakemen a quei pochi lettori di Soundsblog che non vi conoscono
Ciao a tutti, i Fakemen sono una band, formata da un produttore ed un nutrito numero di cantanti, che realizza le versioni risuonate e ricantate in italiano delle ultime hit degli artisti internazionali del momento. Le nostre traduzioni vanno in onda ogni settimana all’interno della trasmissione Asganaway su Radio Deejay ed in seguito vengono rese disponibili a tutti sul nostro canale Youtube.

Come è nata l’idea?

La paternità dell’idea va riconosciuta al dj Albertino e risale al 2009. In quel periodo io (Max) ero già collaboratore di Radio Deejay da alcuni anni, soprattutto per la realizzazione di brani parodistici ed umoristici. Un bel giorno Albertino mi chiama e mi dice: “Visto che tu e la tua squadra siete così bravi a riadattare i brani, perché non provate a fare qualcosa di ancora più ironico, provando semplicemente a tradurre i brani della classifica alla lettera e vediamo l’effetto che fa!”…L’effetto è stato spiazzante e assolutamente divertente e così sono nati i Fakemen e la collaborazione con 50 Songs (programma allora condotto da Albertino), continuata poi con Asganaway.

La prima canzone che avete tradotto?

“Bad romance” di Lady Gaga…ma pare non se la ricordi nessuno!

C’è un brano che vi ha lasciato particolarmente allibiti per il senso del testo dopo averlo italianizzato? Un primo premio al più “non sense”?
Diciamo che Rihanna è una specialista in questo, in “What’s my name” si chiede per tutto il tempo, per l’appunto, come si chiama, in “S&M” ci parla del suo amore per il sadomaso e in “Man down” ci racconta di aver sparato ad un uomo alla stazione centrale…con Rihanna non ci si annoia mai! Il premio per i testi più nonsense potrebbe andare ai Black Eyed Peas ma con un’attenuante, infatti, come sappiamo, in certi tipi di brani molto spesso l’importanza viene data più alla musicalità delle parole che al senso in sé.

Se una canzone fosse subito cantata nella nostra lingua potrebbe avere lo stesso successo?
Diciamo che oggi in Italia abbiamo notato che si dà molta importanza al fatto che le canzoni abbiano un significato più o meno profondo, mentre nei brani che abbiamo tradotto abbiamo trovato spesso e volentieri testi molto leggeri e non particolarmente introspettivi, che è appunto la critica che più spesso viene espressa da chi ci segue (anche se, ad esempio negli anni 80, molti dei più grandi successi italiani diventati poi internazionali avevano tematiche molto spensierate, vedi i Righeira con “Vamos a la playa”). In ogni caso diversi brani hanno reso veramente bene anche in versione italiana, come ad esempio quelli di Bruno Mars, “Sunday” degli Hurts o “Telephone” di Lady Gaga: la nostra versione di quest’ultima è stata suonatissima nelle discoteche!

Avete già in mente il prossimo pezzo da personalizzare?

Stiamo pensando a “Bad Girls” di M.I.A.

Che musica ascoltate? Band o cantanti che ammirate particolarmente?

Arriviamo tutti da generi molto diversi. Io (Max) ad esempio arrivo dalla scena punk torinese, quindi potete immaginare quale sia la mia formazione musicale, anche se, in particolare da quando collaboro con Deejay e lavoro al progetto Fakemen, sto imparando ad apprezzare ogni tipo di genere, ultimamente mi sto prendendo bene con la dubstep! Per quanto riguarda i nostri cantanti, tra loro ci sono età così diverse ed esperienze così variegate che possiamo praticamente abbracciare tutto il panorama musicale!

Qual è la cantante con cui è più facile avere la sicurezza di testi ‘stupidi’ o ridicoli?
Non ce ne vogliano i fans di Shakira, ma con “C’è una lupa nel tuo armadio” (citazione da “She wolf”) e “Pazza pazza pazza” (“Loca”), ha dimostrato di essere abbastanza un’esperta in materia!


Come procede la vostra esperienza in radio? Sul web sono pazzi di voi, i vostri video vengono condivisi su Facebook da tantissime persone. Ve lo aspettavate?

La nostra esperienza in radio procede molto bene e siamo felici di poter collaborare con dei grandi professionisti come Fabio Alisei, Paolo Noise, Wender e Shorty e di poter imparare da un maestro come Albertino.
Il successo sul web è stato certamente un po’ inaspettato, essendo nato tutto, come già detto, come un esperimento. Ci fa naturalmente molto piacere e ci diverte molto e forse il segreto di questo successo sta proprio nel fatto di dissacrare mostri sacri del pop internazionale, soprattutto nel momento in cui scopriamo che, come tutti noi anche loro, molto spesso, sparano un mucchio di cazzate!

Salutateci con una frase cult tradotta e originale che è diventata un vostro tormentone, che amate particolarmente

Everyday I’m shufflin’/ Tutti i giorni striscio i piedi!

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