Marco Mengoni: "Sono sempre stato un po' divo (....), non so cosa farò fra dieci anni"

marco mengoni intervista

Marco Mengoni è stato intervistato pochi giorni fa per il quotidiano La Stampa. E, nel caso qualcuno di voi se la fosse persa, vi riportiamo alcuni dei passaggi più importanti dell'articolo. A partire da chi era Marco Mengoni prima di diventare famoso per X Factor:

"Uno come tanti ma innamorato si se stesso. Sono sempre stato un po’ divo, qualcuno potrebbe dire un po’ troppo autoreferenziale ma è la verità e non mi nascondo dietro un filo d’erba. Ho iniziato a cantare alle feste della salsiccia, alle sagre del mio paese, Ronciglione provincia di Viterbo, ma pian piano mi sono convinto di avere talento e ho cominciato a bussare alle porte delle case discografiche che puntualmente mi rimandavamo a casa"

Ma il successo avuto non lo ha cambiato affatto:

"Le dico la verità: no. Almeno sino ad ora. Anzi più passa il tempo e più mi ritrovo con i piedi bene attaccati a terra. So che questa cosa della popolarità potrebbe finire domani e con la testa vado avanti. Cerco di immaginarmi quando, magari, non farò più il cantante e dovrò inventarmi un altro lavoro"

Gli amici di un tempo sono sempre gli stessi di un tempo ("Ho selezionato fin da piccolo e con le persone che ho scelto ho mantenuto un buon rapporto. Com’è che si dice? Conta la qualità non la quantità"), vive a Roma in un bilocale di 45 mq "anche se adesso il bisogno di spazio è impellente. Vorrei uno studio di registrazione in casa dove poter provare le voci "

Racconta un aneddotto con un suo collega misterioso (voi potete indovinare chi è?)...

"Fino ad oggi tutti mi hanno riempito di complimenti e Giuliano Sangiorgi, Elisa, Lorenzo o superbig come Mina o Celentano si sono detti miei fan. Solo in un’occasione, per uno di quegli show dove si è in tanti, qualche spiritosone mi attaccò sulla porta della camera d’albergo un biglietto con la scritta: “scacco matto al Re Matto». Ci rimasi male ma alla fine chissene..."

...e del suo senso di incognita verso il futuro, come a partire da quello che sarà fra una decina d'anni:

"Non ne ho idea. Quasi certamente non farò più questo lavoro. No, forse ho esagerato, non lo so; sono molto confuso. Però le posso dire cosa farò fra 150 anni. Sarò in paradiso, se c’è, a duettare con Jimi Hendrix"

Via | La Stampa

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