The Beatles: il 5 ottobre di 49 anni fa usciva "Love me do", il loro primo singolo. Ecco la storia

La maggior parte dei sedicenni di Liverpool che marinarono la scuola nel lontano 1958, probabilmente trascorsero le ore scampate alle lezioni gironzolando per la città o giocando a pallone in qualche cortile dove erano sicuri di non esser visti. Tra quelli c'era anche Paul McCartney che però sfruttò l'assenza per scrivere una canzone. Non poteva sapere che sarebbe diventata il suo primo successo, né tanto meno che poco dopo, il ragazzotto dedito all'alcol e alle risse conosciuto l'anno prima avrebbe aggiunto il middle-eight per completarla.

Paul scrive "Love Me Do" immaginando (probabilmente fischiettando) un semplicissimo riff. Poche e ripetute le parole: semplici e dirette. "Love, love me do / You know I love You / I'll always be true / So please love me do", c'è poco da aggiungere. Arriva invece Lennon con altre due frasi vagamente provocatorie "Someone to love, somebody new / Someone to love, someone like you" (quel 'qualcuno' di nuovo) e le affida a una linea melodica che già mostra il suo talento nel cambiare le carte in tavola alle zuccherose armonie di McCartney.

I due portano il risultato a George Martin che fa piazza pulita di - quasi - tutto. Via il riff suonato alla chitarra, sostituita invece dall'armonica, un arrangiamento più scarno (una sola sei corde), un emozionatissimo Paul che canta (John - allora era la voce solista - non era in forma quel giorno) e un problema. Ringo, che ha appena sostituito Pete Best, non sa suonare il brano. E' il 4 settembre del 1962 e Martin blocca le registrazioni: così non va. Chiama allora Andy White (un turnista dell'epoca) e relega Ringo al tamburello. Il pezzo funziona. Ironia della sorte: a causa di una svista, nelle prime incisioni uscite dagli studi EMI finisce la versione con la traccia di batteria suonata dall'acerbo Richard Starkey.

Un mese dopo (il 5 ottobre dello stesso anno) il disco è nei negozi. Sul lato B del numero R4949 del catalogo Parlophone, un'altra canzone destinata a diventare una hit del gruppo: "P.S. I Love You". Il 7'' uscì due anni dopo anche negli Stati Uniti, direttamente al primo posto e rimanendo in Top 100 per quattordici settimane, mentre al suo esordio nelle chart britanniche aveva raggiunto 'solo' la diciassettesima posizione. Circola da tempo una malignità, ovvero la leggenda che George Martin avrebbe acquistato 10000 copie del disco per farlo arrivare ai piani alti della classifica. Tutto smentito più volte da Lennon, ma fa sorridere pensarlo: anche fosse vero, espedienti del genere non gli sarebbero serviti mai più.

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