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Punkreas, polemiche con la Lega dopo il concerto ‘in casa’ a Parabiago

La punk band sfida l’amministrazione comunale, nel concerto al Rugby Sound di Venerdì 28 Giugno.

Per i Punkreas avrebbe dovuto essere il glorioso concerto del “ritorno a casa”, la Parabiago (provincia milanese) dalla quale hanno mosso i primi passi. E a conti fatti, lo è stato: alla festa del Rugby di Parabiago lo scorso 28 Giugno sono stati staccati oltre 9,000 biglietti, per un pubblico in delirio.
I Punkreas, conoscendo benissimo la realtà locale, si sono concessi (giocando “in casa”) qualche battuta più profonda e decisamente localizzata sull’amministrazione locale, e questo ovviamente non è andato giù ai simpatizzanti della Lega (partito che alle ultime elezioni ha decisamente spopolato nella cittadina).

Il risultato è un accorato appello pubblicato da Ulisse Cherubelli sulla pagina della Lega Nord Parabiago, corredato dal logo “Punkreas vs. Lega Nord Parabiago” frutto di un abile lavoro di Photoshop e che utilizziamo anche noi a corredo di questo articolo:

Esibizione davvero “interessante” quella a cui abbiamo assistito venerdì sera durante il Rugby Sound a Parabiago.
Sul palco si “esibiva” la rock band (?) Punkreas (che si definiscono “anarchici” a parole ma a conti fatti sono schierati a sinistra) i quali han pensato bene di scaldare la folla proiettando le immagini dei cartelli della rotonda di via Mameli, il cui verde e’ curato a spese della Lega Nord di Parabiago, definendola con toni dispregiativi e insultando non solo il buon operato della sezione cittadina, ma anche chi simpatizza e vota il nostro movimento.
Ovviamente hanno stigmatizzato con aspri toni un’iniziativa lodevole e fatta al solo beneficio della cittadinanza, creando un certo imbarazzo persino in tantissimi presenti.
[…]
Sembra un paradosso, ma mentre la rock band (?) e’ stata pagata profumatamente per fare propaganda politica dal palco del Rugby Sound, il gruppo politico Lega Nord di Parabiago si occupa a sue spese di mantenere il decoro dei beni collettivi, senza il bisogno di gridarlo da un palco.
Ringraziamo comunque sentitamente la band per averci a loro modo sponsorizzato. Ci faremo promotori presso gli organizzatori del Rugby Sound affinchè il prossimo anno possano “esibirsi” in tutte le serate a disposizione dell’evento.

C’è chi canta (?) e chi lavora!

In seguito ad “occulte pressioni” (la Lega, almeno a Parabiago, conta ancora qualcosa), è apparso un messaggio sulla pagina del Parabiago RugbySound:

Comunicato Ufficiale:
Il Rugby Parabiago e il Rugby Sound esprimono le proprie scuse nei confronti di chi si è sentito offeso dalle dichiarazioni espresse durante il concerto del 28 Giugno 2013 .
Ricordiamo che le idee e le azioni espresse dai gruppi e/o dalle persone non ricalcano necessariamente la posizione della società.

Hanno risposto oggi, con un post su Facebook intitolato “Per molti, ma non per Cucchi”. Niente a che vedere con l’omicidio di Stefano Cucchi (sul quale i Punkreas hanno già da tempo espresso il proprio parere), ma piuttosto con Raffaele Cucchi, vicesindaco leghista di Parabiago.

Con un po’ di ritardo, causa trasferta in terra sarda, ci tocca occuparci delle polemiche suscitate dalla nostra esibizione a Parabiago, lo scorso 28 giugno, al Rugby Sound 2013. In quella circostanza ci siamo permessi – essendo di casa – di fare un po’ di ironia su alcuni aspetti della vita cittadina, tra cui l’impegno dei giovani padani per curare il verde dell’ aiuola di una rotonda, impegno segnalato con dovuta cartellonistica. La nostra ironia ha divertito molti, ma non Cucchi, vicesindaco leghista di Parabiago e consigliere provinciale, né tal Ulisse Cherubelli, segretario cittadino della Lega. Il secondo si è limitato ad un esilarante comunicato che trovate su
http://www.leganord-parabiago.com/ dett_pospol1.asp?IdPOSPOL=88
in cui siamo accusati di fare propaganda politica. Questa è pura ipocrisia padana: si prendono un’aiuola pubblica, ci mettono due fili d’erba, e poi piazzano 4 cartelloni con la scritta gigante “Lega Nord”, appropriandosi di un bene pubblico per farsi pubblicità 24 ore su 24, 365 giorni all’anno in una zona largamente trafficata. E saremmo noi quelli che fanno propaganda? Ma questi hanno veramente la faccia come il culo !
A quanto poi riferiscono voci insistenti e provenienti da ambienti affidabili, Cucchi si sarebbe adoperato con vere e proprie minacce nei confronti degli organizzatori del Rugby Sound, promettendo ritorsioni sulla festa e relativi permessi comunali, se questi non avessero preso pubblicamente le distanze dai Punkreas.
Quello che sappiamo con certezza è che la sera del concerto gli organizzatori erano felicissimi e complimentosi per la gran serata che aveva raccolto più di 9.000 persone. Il giorno dopo però, hanno scritto un goffo comunicato di dissociazione, che potete trovare qui:
https://www.facebook.com/parabiago.rugbysound/posts/479538488797529
Inutile dire che, se queste voci fossero confermate, avremmo un altro piccolo esempio di cosa i leghisti – e non solo loro purtroppo – intendono per amministrazione della cosa pubblica: zittire tutte le voci che non celebrano le loro gesta di giardinieri.
Un’ultima nota: tutti questi politici che vanno fuori di testa per una battuta, sono gli stessi che hanno presumibilmente intrattenuto cordiali rapporti con Gatto, l’ex maresciallo della caserma dei carabinieri di Parabiago, recentemente condannato a 20 anni per violenza sessuale e concussione per tredici casi di abusi su donne che si sono ritrovate in caserma per vari motivi. Le violenze si sono consumate per anni all’interno della caserma, ma sono state scoperte solo grazie alla denuncia di una ragazzina polacca di 19 anni. I leghisti non si erano accorti di niente: stavano coltivando aiuole.

Tirando le somme: i Punkreas, che piacciano o meno, sono “eroi locali” di Parabiago, anche se sommariamente sono additati come “band milanese”. Era un concerto “a casa loro”, davanti ad un pubblico che decisamente li conosce e che ha deciso di spendere 5 euro per entrare. L’associazione Parabiago RugbySound ha deciso di invitarlo conoscendo bene chi sono, cosa suonano e da che parte stanno, e visti i dati d’affluenza è stata una decisione saggia, per la quale è quasi imbarazzante scrivere scuse e giustificazioni a posteriori. Ci chiediamo solamente se c’è stato qualche altro gruppo/movimento (il Moige?) che abbia avuto da dire per i proclami dei Club Dogo, sul palco del festival il giorno dopo. O parlare di figa, alcool, canne, sesso, figa e successo egocentrico ed egoistico mette d’accordo l’intero arco costituzionale, dalla destra alla sinistra passando per la Lega?
Non sarebbe il caso di far cantare quel che si pare dal palco, lasciando decretare al pubblico (e non alla politica) il successo o l’insuccesso di una iniziativa?

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