Lollipop, Ciao (Reload), il tormentone estate 2013 è servito?

Il ritorno delle Lollipop, una sorpresa?

Era il 2001 quando le Lollipop vincevano la prima edizione di “Popstars”, uno dei primi talent show della televisione italiana. Quelli che, oggi, ottengono alti risultati di share, vengono seguiti da milioni di persone, riescono a sfornare un paio di noi convincenti e ritornano sugli schermi con cadenza annuale.

Loro erano Marta Falcone, Marcella Ovani, Veronica Rubino, Roberta Ruiu e Dominique Fidanza. Hanno pubblicato un album che ebbe un grande successo, alcuni singoli tormentoni (“Down Down Down” e “Don’t Leave Me Now”) e furono spesso definite le Spice Girls italiane. Chi era fan di Geri & Co sbarrava gli occhi di fronte al paragone ma, del resto, è uno dei pochi gruppi al femminile che sono riusciti a vendere e convincere il pubblico.

Si sciolsero, erano giovani, non hanno probabilmente gestito bene il successo improvviso e il secondo (e ultimo) disco non ebbe lo stesso riscontro. Anzi. Passarono gli anni, arrivarono “Amici”, “X Factor”, “The Voice”, e le Lollipop apparvero come un frutto lontano forse troppo acerbo nel panorama di allora. Perché non riprovarci allora? Ed ecco qui, a distanza di più di dieci anni, le “nuove” Lollipop. Dominique Fidanza non è più nel team (ha preferito una carriera solista in terra francese), le altre quattro, invece, si sono ritrovate. C’è chi è mamma, chi fidanzata, chi sposata. Ognuna di loro ha un passato e il desiderio di riprovarci per ricordare, in qualche modo, che “Ehi, noi siamo state le prime!”.

E il discorso ha anche un senso. Intendiamoci. Non siamo di fronte a quattro cantanti che aspirano ai Grammy, ma semplicemente decidono di riproporsi al pubblico con la leggerezza e la spensieratezza di chi vuole ancora fare musica. I loro primi brani sono stati l’apoteosi del pop: leggere, poco impegnato, spensierato, da canticchiare e ricordare al primo ascolto. E gli ingredienti sono gli stessi usati per il loro comeback con “Ciao (Reload)”.

Quando è uscita la notizia di un loro comeback, il pensiero di molti è stato: “Oh cielo… aiuto”. E invece, il risultato ha superato le aspettative, ammettiamolo. Forse la loro maggiore qualità è quella di non prendersi troppo sul serio. Chiedono il supporto dei fan, usano Twitter, rispondono, ritweetano, hanno la loro pagina Facebook, scelgono di andare ospiti da Barbara d’Urso con i bimbi e ritornano sul mercato discografico con una canzone perfetta per l’estate.

I tormentoni hanno questo scopo del resto. Se l’hanno scorso c’era “Call Me Maybe” e il “Gangnam style”, perché quest’anno non possono esserci loro a tenere il ritmo sulla dancefloor? Ci saranno migliaia e migliaia di persone che storceranno il naso dicendo che questa non è “vera musica”, che non sono canzoni d’autore, che non hanno una voce potente e che non c’è qualità. Può essere. Ma se esistono le Lollipop, non per questo non possono esistere i Grandi della musica. C’è spazio per tutti, no?

E se qualcuno ha voglia di ballarla e di canticchiarla in macchina o di ascoltarla mentre prende il sole? Riprendiamo in mano il paragone “odiato” con le Spice Girls. Molti hanno amato la loro reunion alle Olimpiadi 2012, molti sperano ancora in un ulteriore tour delle cinque (o quattro, senza Victoria). E’ il sapore vintage o semplicemente affetto. Le ragazze speziate hanno sicuramente più album alle spalle e una carriera molto più solida ma hanno anche pubblicato moltissimi pezzi freschi e leggeri, senza impegno, senza avere quelle voci da standing ovation. Il mondo lo sa, i loro fan pure e le stesse Spice anche.

Lo stesso discorso può valere anche per le Lollipop e per i loro fan, no? L’unico trucco importante rimane sempre quello: non prendersi mai troppo sul serio, divertirsi e voler divertire. E poi, se deve essere, che tormentone sia.

Chi non le ama, non le ascolterà comunque (come ha fatto prima). Chi, invece, le apprezza, farà semplicemente…reload!

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