Marco Mengoni parla di Amy Winehouse su Vanity Fair: “Un’artista sola che muore sola: non voglio finire così”

Marco Mengoni su Vanity Fair parla di solitudine e di Amy Winehouse: “Per me era un mito”


Marco Mengoni è in uscita con il suo nuovo album ‘Solo 2.0‘ e ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair. Ha ammesso di apprezzare molto la solitudine:

“In realtà cerco spesso la solitudine, e la trovo. Mi è servita molto, in passato: sono stato anni chiuso in casa, da adolescente, con vestiti larghissimi e capelli lunghi per mimetizzarmi. Mi ha aiutato a “sentirmi”, a capire chi ero, prima di uscire dall’isolamento (…) Più andiamo avanti più siamo isolati dietro i nostri computer. Con i social network ci crediamo in mezzo agli altri, ma siamo soli. Per me il bello è trovarsi a contatto. Io credo nella chimica tra le persone, nella pelle, nell’odore, nel sudore…”

Poi si parla dell’omaggio fatto ad Amy Winehouse in seguito alla notizia della sua morte al Festival Teatro Canzone:

“Amy per me era un mito, ho pianto quando ho saputo quel che era successo. Lei è proprio l’esempio di artista sola, che muore sola, nonostante i tanti fan. Io non voglio finire così”

Ma non preoccupatevi, perchè alla domanda “C’è il rischio?”, la risposta tranquilliza le fan:

“Non direi, ho valori stabili. E nessuna attrazione per lo sballo. In questi due anni ho partecipato a feste dove ho visto capitare di tutto, dove girava di tutto. La mia reazione è sempre stata di repulsione. Avrei preso certe persone e avrei detto loro: “Ma che cazzo stai facendo?”

Via | Vanity Fair

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