Black Sabbath: il concerto annullato a Milano e la leggenda metropolitana dell’Artigiano in Fiera

La Fiera di Rho è decisamente grande abbastanza da ospitare sia un concerto, sia la mostra dell’Artigianato.

Dopo la shockante notizia dell’annullamento del concerto dei Black Sabbath, su internet si è iniziata a diffondere a macchia d’olio una leggenda metropolitana: i “motivi logistici” che avrebbero portato alla cancellazione della sola data italiana sarebbero dovuti al fatto che il 5 Dicembre (data prevista per il concerto) ci sarà presso la Fiera di Rho (luogo previsto per il concerto) anche la manifestazione dell’Artigiano In Fiera, enorme esposizione di artigianato che da quasi vent’anni attira centinaia di migliaia di persone.

Comprendiamo il bisogno di scoprire perchè questo concerto così atteso (e per il quale si stava quasi raggiungendo il soldout di biglietti) sia stato annullato. E no, qui a Soundsblog non sappiamo perchè è stato annullato nè quali siano i famosi “logistical problems” citati dai Black Sabbath stessi. Però, la storia dell’artigianato in fiera è una boiata che grida vendetta, da parte di chi vive a Milano e conosce bene la Fiera di Rho.

Basta una cartina dell’artigiano in fiera, per comprendere l’infondatezza delle voci. Guardatela, è qui in alto. La pianta risale al 2010, nel 2012 addirittura è stato utilizzato un padiglione in meno (il 14 era libero). Questo vuol dire che anche a massimo regime, la Fiera Dell’Artigianato occupa metà dell’intera area espositiva della Fiera di Rho, e ci sarebbe stato tutto il posto per piazzare il concerto nei padiglioni 15/13 o 24/22.
Per i curiosi e precisi: il backstage dell’appena conclusosi Sonisphere Festival 2013 erano all’interno del padiglione 18. Ed erano immensi, non dubitiamo che un capannone doppio avrebbe potuto ospitare le oltre 13.000 persone preventivate dall’organizzazione.

Già che ci siamo, anche il mito della “scarsa prevendita” è infondato, visto che meno di un mese fa Live Nation prospettava un soldout con mesi di anticipo rispetto al concerto; forse si saranno venduti pochi “meet & greet package” da 700 euro, ma in realtà quei soldi vanno in tasca al musicista, non all’organizzazione, quindi al promoter non cambiava sicuramente la vita, venderli o meno. E quei prezzi esosi sono imposti dai Black Sabbath stessi (o da Sharon…): basta vedere che il pacchetto è proposto anche in altre nazioni, come l’Inghilterra.

Riassumendo: non abbiamo idea di quali siano i motivi logistici, e ci spiace per la cancellazione del concerto. Ma per leggende metropolitane come queste, basterebbero 10 secondi di ricerca su internet, per capire che siano infondate.
Adesso, proviamo a consolare la delusione ascoltando 13, il nuovo disco dei Black Sabbath, che esce proprio oggi.