Rino Gaetano, l’omaggio di Soundsblog a trentadue anni dalla morte

Il ricordo di Soundsblog del grande cantautore calabrese, scomparso a roma il 2 Giugno 1981 in un incidente stradale.

La notte del 2 Giugno 1981 non era così freddo come trentadue anni dopo. Era caldo, e a Roma il caldo sa essere afoso anche in inverno, figuriamoci in tarda primavera. Una Volvo 343, alle 3,55 del mattino, si schianta contro un camion sulla Nomentana, una delle grandi vie di traffico romane. Il conducente dell’auto, in fin di vita per un trauma cranico, viene rifiutato da cinque ospedali a causa della mancanza di posti.

Muore così, a 31 anni di età, Rino Gaetano.

Il buffo cantore di storie surreali, dai testi lirici originali e spesso indecifrabili, pieni di richiami all’attualità dell’epoca, si impegnava seriamente nel ruolo di satiro della politica e della cultura italiana della seconda metà degli anni Settanta. Era un’epoca di cambiamento, oscura per molti versi, tesa a voler dimenticare in fretta il piombo della fine del decennio, le lotte studentesche, i segreti di Stato e la Storia difficile di quegli anni per godere appieno la fase di benessere che si stava prospettando.

Rino Gaetano era una meteora nelle costellazioni dei cantautori. Solitario, slegato dalla lotta politica alla quale non aveva apertamente aderito pur cantandola, sull’altro fronte autorale non parlava d’amore e se occupava, casomai, a modo suo: liberando la tristezza di una storia finita come nella finta goduria di Ahi Maria!, oppure esaltando la propria donna in I tuoi occhi sono pieni di sale. Rino Gaetano cantava e guardava oltre, sfidando lo star system ingessato italiano a suon di sberleffi e quadretti naif surreali, denunciando la società che stava dimenticando le sue origini genuine: emigranti lontani, storie di distacchi, lontananze, mancanze, ricordi e soprattutto fissazioni.

L’Italia ha iniziato a ricordare Rino Gaetano alcuni anni dopo la sua morte, impostando un revival incredibile a partire dagli anni Duemila con raccolte, tributi, inediti, omaggi, libere interpretazioni e l’incasellamento, sempre sbagliato, nella categoria del cantautore di una qual certa area politica, la stessa dei complessi-del-primo-maggio cantati da Elio e le Storie Tese. Moltissimi musicisti e cantanti italiani degli ultimi anni hanno dichiarato di ispirarsi a Rino Gaetano: tra questi vanno sicuramente annoverati Daniele Silvestri, Alex Britti, Simone Cristicchi, gli Articolo 31 (che ne campionarono Gianna nella loro Così  e cosà nel 1996), e tra i più recenti Brunori Sas.

Come sempre, il modo migliore per apprezzare un cantautore è attraverso la sua musica; tralasciamo le fiction televisive di anni fa, giustamente stroncate dai fan, e dedichiamoci all’ascolto di alcuni dei suoi pezzi più belli, tra cui la inquietante e profetica La Ballata di Renzo: la storia di un ragazzo che muore in un incidente stradale mentre gli amici sono al bar.

La Ballata di Renzo

E cantava le canzoni – Cantagiro 1978

Aida

Mio fratello è figlio unico – live solo

Sfiorivano le viole

Gianna – live a Sanremo 1978

Tu, forse non essenzialmente tu

Sei ottavi (la voce femminile è di Marina Arcangeli)

Ad esempio a me piace il Sud

I miei sogni d’anarchia

(foto dal sito ufficiale)

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