Perché la musica straniera ha tanto successo

Sono più importanti le parole o la musica per la riuscita di un brano musicale? La risposta ovvia è che sono entrambe importanti. Ma forse non è vero. Le canzoni straniere sono le più ascoltate anche in Italia, ma quanti di noi conoscono tanto bene l’inglese da capirne a fondo il significato. La stragrande maggioranza

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Sono più importanti le parole o la musica per la riuscita di un brano musicale? La risposta ovvia è che sono entrambe importanti. Ma forse non è vero. Le canzoni straniere sono le più ascoltate anche in Italia, ma quanti di noi conoscono tanto bene l’inglese da capirne a fondo il significato. La stragrande maggioranza probabilmente neanche sa cosa vogliono dire tutti quei versi in inglese, ma ascolta comunque e con piacere i brani stranieri.

Forse le parole non sono così importanti come sembra, altrimenti il successo delle canzoni straniere in Italia non avrebbe senso. Forse, dico forse, il fatto di non capire le parole ci fa apprezzare meglio la musica!

La voce infondo non è altro che uno strumento musicale, uno strumento di cui non esistono due modelli uguali al mondo, infatti non esistono due voci uguali. Ne apprezziamo il timbro, la potenza, la sensibilità. Ma del significato di quello che dice possiamo anche farne a meno.

La mia conoscenza della lingua inglese è ottima se devo leggere un testo, ma non riuscirei a seguire un film in lingua originale. Quando ascolto un brano in inglese non faccio caso alle parole, spesso non le capisco, anzi non voglio capirle! Ma le parole non mancano in quel processo di comunicazione che è la musica. Quando ascolto un brano di cui non capisco le parole si attiva in me uno strano processo molto gratificante e anche molto creativo: le parole, i significati, la trama (se questa si crea nella mia immaginazione) l’aggiungo io stesso, navigando con la mente con le vele gonfie del vento della musica.

La musica straniera diventa così fonte di ispirazione e le armonie e le melodie sono delle potenti muse che ci trascinano dentro le nostre coscienze e anche più giù, più nel profondo, dove nascono i sogni.

Del resto quante persone capiscono o capivano, nei secoli addietro, la lingua italiana delle grandi opere liriche del nostro bel paese? Eppure l’opera lirica italiana è ed è stata tanto popolare da superare le barriere della lingua. Prova ne è che ancora oggi in campo musicale molti termini come “a capo” “piano” “forte” sono diventati d’obbligo e appaiono su tutti gli spartiti del mondo, tanto era popolare la musica italiana.

Non deve essere sembrato un grande ostacolo ad inizio novecento ai produttori di musica americani esportare in Europa i loro nuovi ritmi sincopati, tanto la musica è chiara di per sé e le parole non sono che ornamento.

Naturalmente non è sempre così. Ci sono esempi di brani italiani in cui il testo è artisticamente predominante rispetto alla musica, come in alcuni brani di De Andrè, De Gregori e di tanti altri artisti. Ma forse siamo di fronte a due tipi di canzone diversi, forse di due arti diverse, che a volte si incontrano a metà strada.

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