Hot Club De Paris: tra Liverpool e la California

Ho sentito parlare la prima volta degli Hot Club de Paris solo qualche mese fa in una rubrica di Rumore. Venivano paragonati, se non sbaglio, ai Joan Of Arc e ai Minutemen. Con però dieci anni e un’oceano di distanza dai Joan Of Arc e dai Minutemen. Chitarre taglienti e ritmi serrati ma anche cantato

Ho sentito parlare la prima volta degli Hot Club de Paris solo qualche mese fa in una rubrica di Rumore. Venivano paragonati, se non sbaglio, ai Joan Of Arc e ai Minutemen. Con però dieci anni e un’oceano di distanza dai Joan Of Arc e dai Minutemen. Chitarre taglienti e ritmi serrati ma anche cantato in puro stile british (e qui il paragone con i The Futureheads è d’obbligo).

Il loro primo album Drop it ‘til it Pops uscito per la Moshi Moshi è un insieme di canzoni a tre voci da 3 minuti con titoli lunghissimi tipo ‘hello, i wrote a song for you called ‘welcome to the jungle‘ o sometimesitsbetternottostickbitsofeachotherineachother.

In giro si dice un gran bene anche dei loro live. Motivo in più per non perdere almeno uno dei tre concerti italiani di fine marzo: il 26 al Transilvania di Milano, il 27 al Circolo delgi Artisti di Roma e il 28 al Covo di Bologna.

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