Jovanotti intervistato da Wired Italia: “Il file sharing? Niente è gratis, le cose è bello pagarle”

Una bella intervista, quella realizzata da Andrea Girolami e Silvia Poeta della rivista Wired a Jovanotti. Bella perché ‘obliqua’, nella doppia accezione di “non convenzionale” e in quella legata al metodo con cui è stata realizzata. Le domande infatti vengono ispirate dalle “Oblique Strategies”: le carte ideate da Brian Eno e Peter Schmidt nel 1975.

Una bella intervista, quella realizzata da Andrea Girolami e Silvia Poeta della rivista Wired a Jovanotti. Bella perché ‘obliqua’, nella doppia accezione di “non convenzionale” e in quella legata al metodo con cui è stata realizzata. Le domande infatti vengono ispirate dalle “Oblique Strategies”: le carte ideate da Brian Eno e Peter Schmidt nel 1975.

Lorenzo racconta il suo punto di vista e si rivela per l’ennesima volta un personaggio capace di tornare sui suoi passi e intraprendere strade diverse. Come in musica, anche il suo pensiero di oggi è difficilmente riconducibile alle dichiarazioni di una decina di anni fa. Alcune risposte poi, sembrano davvero molto distanti dal ‘buonismo’ di cui tanti – troppi? – lo hanno accusato più volte.

Stupisce quindi la sua dichiarazione finale, quasi un atto di accusa nei confronti di chi fa circolare liberamente la musica attraverso il file sharing. “Niente è gratis, le cose è bello pagarle”, insiste. Il senso è – probabilmente – più legato al valore della scoperta e del giusto riconoscimento all’artista che quello di una semplice condanna per chi preferisce aggirare i sistemi tradizionali legati all’industria musicale. Tre minuti in mezzo davvero interessanti.

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