Amy Winehouse, il documentario sulla sua vita

Annunciato finalmente il film-documentario sulla vita della cantante inglese, morta nel 2011 a 27 anni.

Saranno il regista Asif Kapadia, già alla regia del documentario Senna sul pilota brasiliano morto nel 1994, e il produttore James Gay-Reed ad occuparsi del film-documentario ufficiale su Amy Winehouse, la cantante inglese morta nel 2011 a causa di un avvelenamento da alcol.

Il documentario, ancora senza titolo, offrirà al regista e al produttore l’accesso a materiale audiovisivo inedito su Amy Winehouse, mai uscito prima. Come sempre il beneplacito della famiglia, nella persona del padre Mitch che è sempre in prima fila nel difendere e proteggere la memoria e il lascito musicale della figlia (nell’ultima dichiarazione rilasciata alla stampa, il padre della cantante ha stroncato la cover di Back to black eseguita da Beyoncé e Andre 3000 per la colonna sonora dell’attesissimo Il Grande Gatsby), è avvenuto a mezzo stampa, dichiarando che la scelta di regista e produttore è stata approvata per la capacità di raccontare la storia della vita della Winehouse senza sensazionalismi:

Mr. Kapadia and Mr. Gay-Rees would look at Amy’s story sensitively, honestly and without sensationalizing her.

Il regista e il produttore hanno parlato dell’importanza della figura di Amy Winehouse nella musica mondiale: esplosa nel 2003 con l’album Frank, che riportava in auge un certo tipo di impostazione soul anni sessanta inglese, la cantante ha conosciuto il successo planetario con il secondo disco, Back to black del 2007, che l’ha trasportata e saldata in cima alle classifiche mondiali influenzando un’intera generazione di cantanti. Ciò ha causato grandi problemi di gestione della fama in Amy Winehouse, con le vicende di cui tutti ricordiamo i particolari sbandierati dai giornali di gossip di tutto il mondo: Kapadia e Gay-Rees hanno tenuto a precisare questo punto, spiegando come i giudizi dei media e della società siano stati implacabili e distruttivi nei confronti di un talento come quello della cantante inglese:

Amy was a once-in-a-generation talent who captured everyone’s attention. She wrote and sung from the heart and everyone fell under her spell. But tragically, Amy seemed to fall apart under the relentless media attention, her troubled relationships, her global success and precarious lifestyle. As a society, we celebrated her huge success, but then we were quick to judge her failings when it suited us.

La Focus Features International, che distribuirà il documentario, prevede di presentare il progetto nell’ambito del festival di Cannes, il prossimo mese di Maggio.