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Dropkick Murphys: raccolti 300,000 dollari di beneficienza dopo l’attentato a Boston

Cifra record raccolta dalla punk band di Boston. Il tutto andrà al Claddagh Fund Benefit.

Subito dopo l’attentato di Boston, il 15 Aprile, era partita la ‘gara di beneficienza’ per aiutare le vittime della bomba. Anche i gruppi musicali erano scesi in campo, ed il concerto Boston Strong, il 30 Maggio, aveva raccolto milioni di dollari con la presenza di Aerosmith, Jason Aldean, Extreme, James Taylor, Steven Wright e i New Kids on the Block.
Ma incredibile è il risultato di un gruppo punk e ‘di nicchia’ come i Dropkick Murphys, legatissimi alla propria città natale (Boston, appunto). Come riportato nell’articolo che stiamo aggiornando, in sole 15 ore avevano raccolto 65,000 dollari vendendo una maglietta in edizione speciale “for Boston”.
Oggi, a tre mesi di distanza, la band ha fatto le somme di quanto raccolto nei giorni successivi, e il risultato è di ben 300,000 dollari. Lo racconta la band stessa via FacebooK, segnalando il versamento della cifra all’associazione di beneficienza prescelta.

Hey Everyone,

Thanks to your support, we were able to raise over ,000 for Claddagh Fund to directly benefit victims of the Boston Marathon tragedy… Today The Claddagh Fund announces the disbursement of those funds.

Full details can be found in a Claddagh Fund Press Release, which we have posted on our website, http://bit.ly/14Lk3o2.

We are humbled by the kindness and generosity of our friends and fans who got behind this cause with so much heart and passion.

Thank you all,

Dropkick Murphys

Attentato a Boston: i Dropkick Murphys raccolgono 65,000 dollari in beneficienza

Come avevamo già sottolineato, nessuna band è legata a Boston quanto i Dropkick Murphys, che si sono rimboccati le maniche subito dopo l’attentato alla maratona di Boston, il 15 Aprile.
Pur rimanendo in tour, la band ha messo in vendita sul proprio sito ufficiale una t-shirt “For Boston”. La maglietta costa dai 25 ai 27 dollari, ed il ricavato andrà tutto alle vittime dell’attentato.
Il fronte della maglietta mostra lo skyline di Boston, mentre sul retro c’è il sigillo della città, con impresse le parole “Grazie per aver comprato questa maglietta. Tutti gli incassi andranno alle famiglie delle vittime delle bombe alla Maratona di Boston. Con amore, Dropkick Murphys.”

La notizia straordinaria è che nelle prime quindici ore di vendita, sono stati raccolti già 65,000 dollari.

Per chi volesse acquistare la maglietta, si trova nello store ufficiale dei DKM.

Attentato a Boston: le reazioni dei Dropkick Murphys, band-simbolo della città


Quel che è successo durante la notte Italiana, alle 15 di Lunedì 15 Aprile in America, ormai lo saprete tutti: due bombe sono esplose sulla linea del traguardo della Maratona di Boston, in un attentato terroristico.
Il mio secondo pensiero (il primo è stato “E adesso?!?!?!” – sì, oltre all’orrore dell’attentato e delle vittime innocenti, ho anche l’orrore della reazione americana) è andato alla band-simbolo di Boston, i Dropkick Murphys, idoli internazionali con il loro irish-punk e leggende/divinità nella loro città.
Con l’inno “For Boston” si apriva il loro album migliore (Sing Loud, Sing Proud), e con l’anthemica “I’m shipping up to Boston” (pubblicata sul disco successivo, The Warrior’s Code) ha aiutato a dare il feeling al film-premio Oscar “The Departed”, ambientato in quella città.

Tramite Twitter scopriamo le reazioni dei vari membri dei Dropkick Murphys, che al momento sono in tour in California.

 

Il twitter della band riporta un generico “Boston è nelle nostre preghiere, dalla California… mettetevi al sicuro! Incredibile.”

E’ dagli account personali dei musicisti, però, che si scorge il dramma interiore di tutti.

Il cantante Al Barr posta una serie di tweet:

 

 

 

“Ma che ca**o! Voglio essere a casa in questo momento!”
“I cordardi che hanno fatto questo! Avete spezzato i nostri cuori! La pagherete!”
“Mi sento così inutile a non essere a casa. E’ il nostro incubo peggiore!”

Decisamente sanguigno (e molto, molto americano) il cornamusista Scruffy Wallace:

 

“Alla persona/persone responsabili per i tragici eventi di oggi… avete pestato i piedi alla città SBAGLIATA… vi troveremo… e Dio non potrà aiutarvi…”

Timothy Brennan, il chitarrista:

 

“E’ già abbastanza duro essere sempre lontano da casa, ma questa è la cosa peggiore. Vi prego, mettetevi al sicuro.”

I Murphys hanno comunque suonato il loro concerto a Santa Cruz: inutile cercare di tornare a casa, con gli aeroporti bloccati; è stato più catartico stare con i propri fan e dedicare lo show alle vittime.

 

“Stiamo per salire sul palco… apriremo con “For Boston” e indosseremo la maglia numero 14 dei Boston Celtics, pregando per la nostra città. Che Dio ci benedica.”

Con queste parole in testa, il nostro supporto morale non può che arrivare proprio attraverso la musica. For Boston, we sing our proud refrain

PS: lo sappiamo che, al band più famosa di Boston sono gli Aerosmith – ma nessuno è legato a Boston quanto i Dropkick Murphys, e il twitter di Steven Tyler e soci è rimasto comunque silente. Il cuore di Boston batte per i Murphys!

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