Willow Smith: il successo americano di “Whip My Hair” (video)

Avevo cercato di non pensare alla possibilità che Willow Smith potesse diventare un fenomeno stile Justin Bieber sperando che ciò mai avvenisse (questo per un discorso etico), ed invece… Ebbene: il nuovo singolo della bambina sta spopolando in America arrivando ad agguantare la posizione numero #2 di iTunes. Incredibile! E chi se lo aspettava?! In

Avevo cercato di non pensare alla possibilità che Willow Smith potesse diventare un fenomeno stile Justin Bieber sperando che ciò mai avvenisse (questo per un discorso etico), ed invece… Ebbene: il nuovo singolo della bambina sta spopolando in America arrivando ad agguantare la posizione numero #2 di iTunes. Incredibile! E chi se lo aspettava?!

In effetti però certi fattori che avrebbero dovuto farci sentire la puzza di vittoria li si potevano identificare: a prescindere dal fatto che sia una figlia d’arte, bisognava tener conto fin dall’inizio del livello qualitativamente alto del progetto di “Whip My Hair”, il primo singolo.

La canzone, così come il video (ve lo mostriamo dopo il salto) risultano estremamente affascinanti, fascino che aumenta di valore se consideriamo che a presentare il lavoro sia una bambina di soli 9 anni, una bambina che non è affatto sprovveduta e che in un batter d’occhio è riuscita a catturare l’attenzione grazie ad una canzone e ad una clip che vantano già numerose parodie (il che accade solo quando si inizia ad avere successo).

Viene da pensare “ecco cosa i big della musica dovrebbero mettere in atto”, ovvero un progetto alla Willow Smith caratterizzato da urban style, da un testo sopra le righe, da un beat trascinante e da un video a dir poco fenomenale (il manicomio che prende colore grazie alla capigliatura spruzza vernice della cantante è un’idea a dir poco geniale).

Altro che Justin Bieber: qui si fanno i conti con l’arte (che è di famiglia). Si, è pur sempre una bambina e come tale dovrebbe fare altro nella vita anzichè dedicarsi ai riflettori mangia infanzia, però è pur vero che quando c’è il talento non lo si può non coltivare. Speriamo che non si perda per strada!

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