Margaret Thatcher nella musica: dai Crass ai Pink Floyd, passando per Iron Maiden e The Clash

L’influenza del thatcherismo e della guerra delle Falkland nella musica del Regno Unito

Il mondo della musica britannico conosce molto bene l’ex primo ministro Margaret Thatcher, dato che più di una volta, nel corso del suo lunghissimo governo (1979-1990), artisti e band le hanno dedicato (feroci) “omaggi”.

Il thatcherismo, arrivato dopo il terremoto-punk di fine anni ’70, infatti ha avuto una pesantissima influenza sulla produzione musicale del Regno Unito, che spazia attraverso tutti i generi. Ecco i principali artisti:

– la Lady di Ferro, o Iron Lady, poteva non influenzare gli Iron…Maiden? La band l’ha inserita molte volte, disegnata, sulle copertine di dischi e illustrazioni, come quella del singolo “Women in Uniform” del 1980 o quella di “Sanctuary”, dello stesso anno.

Morrissey, “Margaret On The Guillotine”: l’ex frontman degli Smiths (che nel 1984 dichiarava: “È una sola persona, e può essere distrutta. Questa è l’unica soluzione per il nostro paese, adesso”) a causa di questa canzone, in cui parlava della morte del premier come di un sogno meraviglioso, subì una perquisizione in casa da parte della polizia. Ma sembra che le forze dell’ordine fossero molto imbarazzate per l’incarico e alcuni poliziotti ne approfittarono per chiedere un autografo.

The Clash, “Sandinista!”: la band ha dichiarato di aver scelto propro questo nome per l’album del 1980 in seguito al tentativo di Thatcher di proibire la parola ‘sandinista’ (i sandinisti sono i guerriglieri del Nicaragua che nel 1979 avevano destituito il presidente Anastasio Somoza Debayle).

Crass: la band anarco-punk ha dedicato al Primo Ministro numerose canzoni. “Gotcha” del 1982 ad esempio fa riferimento al titolo apparso sul The Sun dopo l’affondamento del Belgrano, durante la guerra delle Falkland. Nel 1983 invece viene pubblicato un disco (l’ultimo ufficiale della band, “Yes Sir, I Will”) contenente estratti di discorsi pubblici tra Thatcher e il Presidente Usa Reagan, che vengono presentati a mo’ di intercettazione telefonica: la leader britannica, impegnata sempre con la guerra delle Falkland, parla del cacciatorpediniere HMS Sheffield D80. Le Falkland ritornano nel singolo “How does it feel to be the mother of a thousand dead?” .

Pink Floyd, “The Final Cut”: in questo album del 1983 compaiono riferimenti alla guerra della Falkland. Ne è prova la dedica sul retro che recita: “The Final Cut – A requiem for the post-war dream by Roger Waters, performed by Pink Floyd: Roger Waters, David Gilmour, Nick Mason”. Esplicito l’attacco alla politica di allora nel brano d’apertura, “The Post War Dream”.

Pet Shop Boys, “Opportunities (Let’s Make Lots of Money)”: il brano è del 1985 (ripubblicato nel 1986 in una seconda versione, che ha avuto più successo). La formazione attacca il thatcherismo, il consumismo e gli yuppie del Regno Unito.

Al di là della Manica infine c’è il cantautore francese Renaud, che nel 1985 ha pubblicato il singolo “Miss Maggie”, che causò quasi un incidente diplomatico tra i due Paesi.

Secondo Louder Than War invece andrebbero aggiunte al nostro elenco anche queste canzoni anti-Thatcher – anche non inglesi -: Robert Wyatt “Shipbuilding”, Billy Bragg “Between The Wars”, The The “Heartland”, Dub Syndicate “No Alternative But To Fight”, Anti-Pasti “No Government”, The Exploited “Maggie”, Chumbawamba “Fitzwilliam”, The Beat “Stand Down Margaret”, The Specials “Maggie’s Farm”, Dead Kennedys “Kinky Sex Makes The World Go Round” e Public Enemy “Prophets Of Rage”.

Foto | Getty Images

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