Enzo Jannacci, successi e album tra cabaret e musica

Chi è Enzo Jannacci, ecco alcuni passaggi importanti della sua vita e della sua carriera

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Questa sera è arrivata, improvvisa, la notizia della morte di Enzo Jannacci, in una fredda -per quanto primaverile- sera. Il primo istinto è stato quello di cercare una conferma, una prova tangibile. Poi, una volta avuta la certezza, è arrivata di pari passo la comprensione di aver perso un cantautore nel vero senso della parola. un artista con canzoni, ancora oggi, ‘terribilmente’ attuali.

Non tutti, soprattutto i più giovani, magari conoscono Enzo, così noi vi riportiamo alcuni passaggi della sua vita e della sua carriera. Qui, invece, potete trovare le sue canzoni più belle e intense e le reazioni dei colleghi

E’ nato a Milano il 3 giugno 1935, è stato cantautore, attore ed era persino cardiologo. E’ stato autore di quasi trenta album.

Le origini dei genitori appartenevano sia al nord che al sud: la madre era lombarda, il padre -invece- pugliese.

Conosce Giorgio Gaber quando ancora frequenta il liceo, l’Istituto classico Alessandro Manzoni, poi si laurea in medicina.

Quando Gaber ci lascia per sempre, il 1 gennaio 2003, Jannacci, presenta al funerale, riesce solo a dire, commosso: “Ho perso un fratello”.

Negli anni ’50 inizia a fare cabaret e a seguire con passione il jazz, suonando in alcuni club di Milano. Diventa tastierista dei Rocky Mountains, a cantare era Tony Dallara

Nel 1958, insieme a Gaber fonda “I Due Corsari”, il debutto avviene nel 1959 con 45 giri incisi per la Dischi Ricordi

Grazie a Bud Powell impara a suonare la tastiera principalmente con la mano sinistra

Nel 1961 Gaber tenta il Festival di Sanremo con il pezzo Benzina e Cerini, scritta da Jannacci, ma non è un’esperienza fortunata perché non arriva in finale

Nel 1963 segue Sergio Endrigo nei suoi concerti, come pianista senza abbandonare il cabareti (collabora anche con Cochi e Renato)

Nel 1968 avviene il vero e proprio boom con l’album insieme a Fiorenzo Fiorentini, Vengo anch’io. No, tu no. Arriva al primo posto della classifica italiana. Potete ascoltarla qui sotto

Nel 1972 il successo sembra ridimensionato e pubblica due album, La mia gente e Jannacci Enzo. Canta con Paolo Conte “Mexico e Nuvole”

Negli anni Settanta continua la professione di cardiologo ma senza lasciare la musica. Pubblica ben quattro dischi in soli cinque anni. Passa moltissimo tempo prima che decida di riprendere a fare concerti: è il 1979

Nel 1977 Mina pubblica il disco “Mina quasi Jannacci” nel quale reinterpreta dieci pezzi del cantautore e duetta con lui nel brano “E l’era tardi”

Nel 1980 ritorna il riscontro del pubblico, anche dopo una serie di concerti, e viene pubblico l’album di raccolte, Canzoni di Enzo Jannacci.

Nel 1981 la Rai trasmette il concerto di Verona ma censura la frase “La televisiun, la t’endormenta cume un cuiun” coprendola con applausi e rumore del pubblico

Nel 1984 scrive l’inno del Milan, squadre alla quale era fortemente legato

Nel 1987 pubblica “Parlare con i limoni”, album con lo stesso titolo del primo singolo e un omaggio, nel testo, a Luigi Tenco, suo amico (“Al mio amico Tenco non gli han fatto vedere neppure i limoni”)

Nel 1989 partecipa a Sanremo ma il suo brano “Se me lo dicevi prima” (sulla droga) non ha successo. In totale sono quattro le sue presenze al Teatro Ariston nel corso della sua carriera.

Nel 2001 pubblica, grazie alla casa discografica Ala Bianca, l’album “Come gli aeroplani”. Segue nel 2003, L’uomo a metà

Tra il 2010 e 2011 torna a Zelig come cantante e cabarettista

Il 19 dicembre 2011, Fabio Fazio lo omaggia con uno speciale che vede la partecipazione di numerosi artisti colleghi: Dario Fo, Ornella Vanoni, Fabio Fazio, Cochi e Renato, Paolo Rossi, Teo Teocoli, Roberto Vecchioni, Massimo Boldi, Antonio Albanese, J-Ax, Ale e Franz, Irene Grandi e molti altri

Di lui, Rino Gaetano aveva detto: “Jannacci è stato un maestro, per me è un vero poeta, mi sento molto vicino al suo feeling. Come autore e personaggio di autore e personaggio di spettacolo è davvero grande. È uno che sa divertirsi, prendere le cose per il verso giusto e dire delle cose interessantissime. Prendi Giovanni il telegrafista, dove risulta patetico con estrema eleganza”

Album

14/15 luglio 1964 – La Milano di Enzo Jannacci
16 luglio 1966 – Sei minuti all’alba
1968 – Vengo anch’io. No, tu no
1970 – La mia gente
1972 – Giorgio Gaber e Enzo Jannacci
1972 – Jannacci Enzo
1975 – Quelli che…
1976 – O vivere o ridere
1977 – Secondo te…Che gusto c’è?
1979 – Fotoricordo
1980 – Ci vuole orecchio
1981 – E allora…Concerto
1983 – Discogreve
1985 – L’importante
1987 – Parlare con i limoni
1991 – Guarda la fotografia
1994 – I soliti accordi
2001 – Come gli aeroplani
2003 – L’uomo a metà

I Video di Blogo

Alessandro Cattelan, Ce la faremo