The Voice of Italy, Raffaella Carrà: “Non ho voluto fare X Factor perché odio i programmi dove si discute”

Raffaella Carrà ha rifiutato la giuria di X Factor e accettato volentieri l’incarico di coach a The Voice of Italy

E’ sicuramente l’anima pop della prima stagione di The Voice of Italy, il talent show di Raidue che sta appassionando, da quattro settimane, oltre tre milioni di italiani. Raffaella Carrà, intervistata da Piero Chiambretti su Radio2, ha spiegato i motivi che l’hanno spinta ad accettare la proposta di diventare coach (per il suo rientro in tv) e rifiutare, in passato, la poltrona di giudice di X Factor:

Non ho voluto fare X Factor perché odio i programmi dove si discute. Io odio litigare nella vita, figuriamoci in tv, noi abbiamo rispetto per i ragazzi che si presentano, li trattiamo con gentilezza ed educazione.

La Raffa nazionale è pienamente soddisfatta di essere stata coinvolta in una televisione innovativa, al passo con i tempi, garbata, non troppo urlata e che ha tutti i presupposti per modificare sostanzialmente la visione dei talent show moderni:

La tv è molto cambiata con l’arrivo dei format. Il mio primo format è stato Carramba che però abbiamo completamente rivoluzionato facendone uno spettacolo di due ore e mezzo rispetto ai 50 minuti del format inglese. Con The Voice invece è diverso, non si può cambiare nulla del formato originale tranne lo spirito dei coach, che sono molto più scherzosi e aperti rispetto a quelli inglesi. Ma la vera rivoluzione sta nel ritmo del montaggio di alcune puntate, soprattutto quando sono registrate: ti danno quel pathos, quella velocità che, onestamente, trovare in un programma nuovo, fatto dal vivo, ci vorrebbe molto lavoro e la televisione ti dà poco tempo.

L’era del talent 2.0 è ufficialmente iniziata?!

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