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My Chemical Romance, Gerard Way scrive riguardo la fine della band

“I My Chemical Romance sono finiti, ma non moriranno”: leggi la traduzione in italiano della lunghissima lettera di Gerard Way sullo scioglimento della band.

La notizia, giunta nella notte del 22 Marzo, dello scioglimento dei My Chemical Romance, ha gettato nella più profonda tristezza i fan, rimasti solamente con un breve messaggio e nessuna spiegazione. Il cantante della band, Gerard Way, ha provato ieri e gettare un po’ di luce su quel che è successo, tramite un lungo quanto criptico messaggio sul suo Twitter.
Soundsblog andrà ora a tradurre le parti più importanti della sua lettera, un vero e proprio flusso di coscienza che va ben oltre i 140 caratteri classici di Twitter (per fare i precisi, li abbiamo contati: sono ben 11.975 caratteri!). Per leggere l’intero messaggio in Inglese, potete trovarlo su twitlonger, e vi facciamo uno ‘spoiler’: no, Gerard non spiega quel che è successo, o perchè è successo. Si intuisce, forse, che nel Maggio 2012 ha “smesso di divertirsi”, o perlomeno “smesso di sentire sulla sua pelle quel che stava facendo”. Sembra suggerire che dopo quella rivelazione fosse tornato in un baratro di alcool e/o droghe, e che una volta che si fosse ripulito velocemente, avesse capito quel che doveva fare.

Il post di Gerard si chiama Una vigilia, di volatili e vetri.

[Il flusso di coscienza di Gerard si apre con la narrazione di quel che è successo il 23 Marzo: si è svegliato, triste per aver compreso che i My Chemical Romance erano finiti. E’ sceso in salotto, e ha sentito un uccellino cantare dentro la stanza. Voleva metterlo al sicuro, farlo volare fuori, ma non riusciva a trovarlo. Ha aperto le finestre, ma sono protette da ulteriori vetri e l’uccellino ci sbatteva contro. Sua moglie Lindsey è scesa e ha cercato di dare una mano, e poco dopo è arrivato anche la figlia Bandit. Il volatile è scappato dopo aver ‘salutato’ Bandit, e Gerard si è sentito rilassato, comprendendo che era felice in quel momento perchè aveva qualcosa da fare, una missione: salvare l’uccellino.]

“Non è nella mia natura scusare, spiegare o giustificare le mie azioni. Di solito lo faccio tramite l’arte, tramite le mie canzoni. Ma da sempre sapevo che avrei dovuto essere chiaro riguardo alla fine della band. Sarei stato criptico mentre la band esisteva, ma chiarissimo quando sarebbe finita. Le azioni più chiare vengono dalla verità, non dall’obbligo. E la verità è che io voglio bene a tutti voi. Quindi, se queste mie parole vi trovano in un momento di felicità, e servono a chiarire qualcosa, sappiate che queste parole nascono dall’amore, non dal dovere. Amore. E’ sempre stato questo il mio scopo.

My Chemical Romance: 2001-2013

Eravamo spettacolari.

Lo sapevo ad ogni concerto, lo sentivo sulla pelle e non avevo bisogno di conferme esterne. A volte c’erano intoppi, la nostra attrezzatura di seconda mano si rompeva, a volte non avevo voce – ma eravamo comunque spettacolari. E’ credere a questo che ci ha resi quel che siamo diventati, insieme a molte altre cose fondamentali per la band – tutte cose che sapevamo ci avrebbero al contempo portato alla nostra fine.

Finzione, frizione, creazione, distruzione, opposizione, aggressività, ambizione, cuore, odio, coraggio, sfida, bellezza, disperazione, AMORE, paura, glamour, debolezza, speranza.

Fatalismo.

Quest’ultimo è molto importante. I My Chemical Romance avevano, sepolto in profondità, un meccanismo di difesa a prova di guasti, capace di fermarci in caso certi eventi avvenissero. Avevo avvisato tutti di questo meccanismo, dopo poche settimane dalla creazione della band. Personalmente, abbracciavo questo meccanismo, perchè ci rendeva perfetti. Un meccanismo con l’istruzione di fermarci prima che ci compromettessino. Per proteggere un’idea, a tutti i costi.
Nessun compromesso, nessuna resa, nessuna stronzata.

Per questo è rock and roll, e io credo nel rock and roll.

Non sono sicuro che il meccanismo abbia funzionato alla perfezione, perchè non c’è stato un botto, ma è stato un processo lento, ma comunque il risultato è stato quello previsto: quando è l’ora, ci fermiamo.

Ribadisco che era un meccanismo interno, non qualcosa che veniva dal nostro pubblico. Molte band attendono conferma dal pubblico: tramite le vendite che calano, i concerti in posti più piccoli, i fischi – sono informazioni che non ci interessano, e di solito quando arrivano è già troppo tardi per la band.

[-divagazione su amici che vanno a trovarlo-]

Ci sono molte ragioni per cui i My Chemical Romance sono finiti. Chi ha scatenato il tutto è ininfluente, così come lo è il messaggero – è il messaggio, che conta. Sottolineo che questo è il mio account twitter, queste sono le mie ragioni e i miei sentimenti. Vi posso assicurare che non ci sono stati divorzi, litigi, fallimenti, incidenti, cattivi, coltelli piantati nella schiena. Non è stato colpa di nessuno, è una cosa che si è sviluppata nel tempo, senza sensazionalismi, scandali o gossip.

Il 19 Maggio 2012 ero backstage ad Asbury Park, nel New Jersey. Sentivo la brezza del mare sulla faccia, mi preparavo a salire sul palco. Di solito non sono nervoso in quei momenti, ma quella volta sentivo delle rabbiose farfalle nello stomaco. Mi sento come se fossero i miei ultimi momenti di vita: smetto si battere le palpebre, la mia temperatura cala a livelli glaciali. Poi ci danno il segnale di salire sul palco.
Il concerto è buono. Non fantastico, non male, solo buono. C’è tanta gente, e mi colpisce la presenza del mare, e il cielo blu sopra di me. Mi concentro su quelle cose, e mi accorgo che sto cantando con il pilota automatico. Sto recitando, ed è una cosa che non faccio mai sul palco. Mi sento molto consapevole di quel che sto facendo, come se mi stessi svegliando da un sogno. Inizio a muovermi più veloce, con più forza, cercando di scuotermi dal torpore, ma riuscivo solo a creare il silenzio. Finchè non è rimasta solo una voce interiore, , che mi parlava chiaramente e mi diceva una cosa che rimarrà fra me e la voce.
L’ho ignorata, ma nei mesi successivi ho vissuto superficialmente, smettendo di ascoltare musica, senza mai prendere in mano una matita, e tornando alle mie vecchie abitudini. Tutti i colori che vedevo prima intorno a me, si fecero de-saturati. Persi. Prima vedevo arte e magia in qualsiasi cosa, ma quella capacità si perse in mezzo al mio naufragio.

Lentamente, una volta finito di farmi male, ho iniziato ad uscire dal buco, e ne uscii pulito. L’unica cosa che sentivo dentro di me era la voce, e per la seconda volta nella mia vita non la ignorari, perchè era la mia.

[Gerard spiega che una porta si è chiusa, e una si è aperta. Nel weekend si è incontrato con un vecchio hippie per comprare un amplificatore, e si sono messi a chiacchierare di musica, finchè l’hippie non gli ha detto che quell’ampli ‘parla’. Anche la sua prima chitarra parla, e ascolterà quel che gli dirà attaccata all’amplificatore vintage.]

In chiusura, vorrei ringraziare ogni singolo fan. Ho imparato molto da voi, probabilmente più di quanto voi abbiate imparato da me. Il mio rimpianto è che faccio schifo con i nomi e sono ancora peggio con gli arrivederci. Ma non dimentico mai una faccia o un’emozione – e questo è quel che mi avete lasciato tutti voi.
Provo amore per voi.
Provo amore per voi, per la nostra crew, e per ogni singolo essere umano con cui ho condiviso il palco.

Ray. Mikey. Frank. Matt. Bob. James. Todd. Cortez. Tucker. Pete. Michael. Jarrod.

Siccome faccio schifo con gli addii, mi rifiuto che questo sia un addio. Ma vi lascerò con un’ultima cosa.

I My Chemical Romance sono finiti, ma non moriranno.
Saranno sempre vivi in me, nei ragazzi, e saranno vivi dentro tutti voi.
Perchè non siamo una band,
siamo un’idea.

Con Amore,
Gerard.”

Sì, in effetti questa lettera (“non un addio”!) spiega poco, ma dà gli indizi giusti. Per curiosità, ho trovato i video di quel famoso (tristemente famoso, ora) concerto ad Asbury Park, nel 2012. Chissà se si riesce a capire il tumulto interiore di Gerard, guardandoli.

Per quel che mi riguarda, che dire. Ho intervistato varie volte Gerard, mi ci sono fatto una foto insieme. Chissà se si ricorderà di quella volta in cui gli ho chiesto conto della fan-fiction che circola su internet, che lo vede protagonista di scabrosi atti sessuali, spesso in compagnia di suo fratello. Gerard rise fortissimo alla domanda. Magari un’emozione gliel’ho data anche io.

Foto | Paolo Bianco (@ Sonisphere 2011)