"5-10-15-20": la musica preferita a intervalli di cinque anni

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Lasciamo stare per una volta tutte le critiche, le polemiche, gli attacchi (spesso provenienti dagli stessi che anni fa lo esaltavano) destinati puntualmente a un sito come Pitchfork. Le sue contraddizioni le conosciamo tutti, il tono altezzoso di alcune recensioni, la 'spocchia' da primi arrivati su nomi e trend musicali che poi -nel bene o nel male- cominceranno ad essere linkati ovunque in rete.

Nonostante tutto, per chi scrive il giudizio su Pitchfork è e sarà sempre più che positivo. Dalla sua nascita, ha lentamente imposto un modo di parlare di musica, con una forza e un modello sicuramente sopra le righe. Un modello che ha fatto del bene alla musica indipendente, in un momento in cui la critica (soprattutto quella online) si orientava con parametri quasi esclusivamente 'rock', derivati dalla tradizione della 'carta stampata'.

5-10-15-20, l'ultima idea del portale più amato/odiato è divertente. Chiedere ai musicisti più in vista della scena indie di citare un album che li ha segnati per ogni fascia d'età che hanno attraversato. Il tutto ad intervalli di cinque anni. Il disco che ascoltavano da piccoli (5 anni), da preadolescenti (10 anni), durante l'adolescenza (15 anni) e in età più 'adulta' (20 anni).

L'ultimo (in ordine di tempo) ad accettare il giochino è stato Ezra Koenig, cantante e leader degli osannati Vampire Weekend. Le risposte sono interessanti -le trovate seguendo questo link- ma "5-10-15-20" ci sembra una buona occasione per chiedere la stessa cosa anche a voi. Scriveteci i vostri dischi (rispettando la regola delle età) nei commenti. Chissà che non saltino fuori più album 'generazionali' di quanto non pensiamo...

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