Heineken Jammin’ Festival 2010: la giornata di domenica 4 luglio

All’apertura dei cancelli alle ore 10 c’erano già quasi 20 mila persone, nessuno era rimasto a casa in attesa del grande evento della sera, nonostante il caldo torrido e un’umidità molto alta. I Green Day dovevano salire sul palco alle 21.30, dovevano perché alla fine tutto è saltato. Ma andiamo con ordine. Nel palco principale


All’apertura dei cancelli alle ore 10 c’erano già quasi 20 mila persone, nessuno era rimasto a casa in attesa del grande evento della sera, nonostante il caldo torrido e un’umidità molto alta. I Green Day dovevano salire sul palco alle 21.30, dovevano perché alla fine tutto è saltato. Ma andiamo con ordine.

Nel palco principale si sono esibiti per primi i Oh NO ITs POk, gruppo vincitore dell’Heineken Jammin’ Festival Contest 2010, un trio di Torino che canta in inglese, Synth Surf Post Punk. Gli animi sono rimasti caldi, il gruppo ha fatto scatenare la platea in attesa di vedere i The Bastard Sons of Dioniso. La band trentina ha suonato per circa 40 minuti, la scaletta ufficiale comprendeva Se t’annoi, War is over, la cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, L’Amor Carnale, già sentita a X-Factor. Curiosità sui TBSOD, la notte prima del concerto, quindi sabato, hanno dormito in tenda in campeggio, avevano prenotato per degli amici e alla fine sono rimasti li tutta la notte, anche questo è rock.

Sul palco dopo il gruppo italiano sono saliti, come da programma, i Rise Against, band hardcore punk di Chicago, Tim McIlrath, la voce del gruppo, riesce a far divertire il pubblico proponendo brani come Give It All, Savior e Blood Red. Buona la risposta degli oltre 23mila che fino alle 17.45 hanno ballato in attesa del grande evento della serata.

Alle 18.10 precise entrano in scena gli Editors band inglese con un genere musicale che spazia dall’Indie rock per arrivare ad un Post-punk revival. L’atmosfera è dark, la musica riecheggia e sembra che il tempo segua l’evolversi delle sonorità. Aprono il concerto con Bones per poi suonare An End Has A Start, il concerto si conclude con la bellissima Papillon. Il loro è un suono sempre più cupo, l’utilizzo di strumenti elettronici non fa altro che amplificare l’atmosfera dark e nel mentre loro continuano a suonare da dietro la collina, fronte palco, delle nubi nere e cariche di pioggia iniziano a farsi notare.

Ore 19.30, è il turno dei 30 Seconds to Mars, la band californiana guidata da Jared Leto, noto al grande pubblico anche per i suoi trascorsi nel cinema (era il ragazzo biondo picchiato da Tyler Durden (alias Brad Pitt/Edward Norton) in Fight Club nonché Efestione in Alexander). Capelli ossigenati stile anni 80, maglietta azzurra con la scritta Italia, Jared è un vero maestro nell’intrattenere il pubblico. All’invito Jump, Jump, Jump (saltare) tutto il pubblico ha iniziato a saltare, oltre 20 mila persone ad ascoltare i brani e ad urlare ad ogni invito del cantante. Nella scaletta sono stati apprezzati di più Vox Populi, The Kill, Closer. Ma il momento clou del concerto sono stati i Green Day: ebbene si ad un certo punto sono saliti sul palco truccati stile Jared Leto e hanno iniziato a ballare come dei pazzi, uno di loro si era travestito da enorme porcello rosa. Scena che ha portato alle stelle l’entusiasmo della gente fin quando non iniziarono le prime gocce di pioggia.

Qui inizia, purtroppo, un altro Festival, inizia il racconto di cosa non è stato e di cosa è cambiato. Alle 19.30 il cielo era completamente nero, alle 20 sembrava calata la notte, pioggia fortissima ha iniziato ad allagare ogni luogo e il vento ha iniziato a soffiare ad oltre 70 km all’ora. Le persone sono state fatte defluire in fretta, i cancelli sono stati aperti ed è stato un fuggi fuggi generale, tutto è stato messo al sicuro, la pioggia ha continuato ben oltre le 21.30 ora d’inizio del concerto dei Green Day. La musica si è spenta e la gente è uscita mestamente con la tristezza e la rabbia negli occhi, il rock si è annullato e la notte è scesa definitivamente su Venezia. Tutti i presenti di ieri saranno ospiti oggi mostrando il regolare biglietto.

Per concludere vi diamo la scaletta ufficiale dei Green Day, 21 Century Breakdown, Know Your Enemy, East Jesus Nowhere, Holyday, Satic Age, Novacain, Are We The Waiting, St. Jimmy, Boulevard Of Broken Dreams, Hitchin A Ride, Brain Stew, Jaded, Knowledge/Longview, Basket Case, She, King For A Day, 21 Guns, American Eulogy. Una scaletta davvero molto bella, rimane il rammarico per non averli sentiti suonare dal vivo.

Un’ultima segnalazione, durante l’HJF è nata un’iniziativa per i giovani contro la droga, LIFE IS BETTER è il format dell’Assessorato alla Gioventù della Provincia di Venezia per una serie di campagne rivolte ai giovani. La prima tappa è Life Is Better Without Drugs, la vita è migliore senza la droga, che viene lanciata in occasione dell’Heineken Jammin’ Festival, per avere maggiori informazioni visitate il sito internet ufficiale.

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