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The Darkness intervista pre-concerto a Milano: video esclusivo per Soundsblog

Il ritorno sulle scene dei The Darkness è stato uno dei casi più eclatanti del 2012. La notizia della reunion viene accolta con stupore e ironia, ma quando esce Hot Cakes e quando ricominciano i tour, la gente si deve ricredere: a colpi di sonorità ‘rock vintage’ e rock and roll show suonati con enorme intensità, il gruppo inglese torna ad imporre il suo nome dopo sei anni di assenza dalle scene. Li abbiamo visti al Gods Of Metal, li abbiamo visti addirittura con Lady Gaga, e il loro concerto headliner all’Alcatraz di Milano fa registrare il tutto esaurito, proprio come successe nove anni fa per il loro primo tour. Soundsblog ha incontrato il chitarrista Dan Hawkins nei camerini dell’Alcatraz, a poche ore dal concerto, per una lunga chiacchierata. Se masticate l’inglese e vi piace l’accento british di Dan, l’invito è a cliccare ‘play

“Sembrerebbe di no, vero? E’ incredibile tornare qui e trovare ancora tutta questa gente. In alcune nazioni siamo riusciti a conquistare una fetta di pubblico “pop”, che di solito ascolta altre cose ma che apprezza anche noi. In Scandinavia invece, nove anni fa suonavano in palazzetti da cinquemila persone, e nel tour attuale suoniamo in club da cinquecento. In Germania le cose vanno meglio adesso che allora, e anche l’America sta crescendo. L’Italia è semplicemente fantastica, non ho altro da dire!”

Che mi dici della vostra (ottima e giustificata!) passione per Ginger Wildheart, che torna ad aprire il concerto per voi?

“Quando si organizza un tour non è sempre facile trovare la giusta band di supporto, perchè ovviamente vuoi che sia una band di ottimo livello, ma di solito le band di ottimo livello sono già in giro per conto loro, è tutta una questione di tempistiche… Siamo ovviamente fan e amici di Ginger, e siccome aveva un periodo di pausa dopo il tour in supporto a Slash, siamo riusciti ad organizzarci. E’ un compositore fantastico, sa dosare perfettamente le melodie e i cori con delle parti molto più pesanti.”

Dopo l’astinenza Italiana, durata dal 2004, i Darkness sono stati in concerto dalle nostre parti ben tre volte in nove mesi, in contesti totalmente differenti: al Gods Of Metal, come band di supporto a Lady Gaga, e finalmente ora con un vostro show headliner. Che ricordi hai delle due esperienze precedenti?

“Al Gods Of Metal c’è stato un problema con la strumentazione e abbiamo perso metà del tempo a nostra disposizione, ma questo non ci ha impedito di suonare uno dei concerti che ricordiamo con più piacere, relativamente al tour estivo dell’anno scorso. Il pubblico era caldissimo, probabilmente perchè i fan italiani condividono la nostra idea di quel che dovrebbe essere un concerto rock and roll.
Riguardo a Gaga, ricordo che abbiamo suonato in un palazzetto grande, sembrava uno stadio, ci siamo divertiti molto, ma ovviamente la cosa migliore succede adesso, con il nostro show da headliner!”

Sono curioso riguardo al tour con Lady Gaga: non vi sembrava di suonare lontano dal vostro elemento?

“No, non penso. Lady Gaga ha avuto la fantastica idea di creare un enorme pit per i propri fan, uno spazio sotto al palco chiamato ‘Monsters Pit’, e devo dire che questo gruppo di fan hardcore di Gaga ha dimostrato ovunque di godersi il nostro spettacolo. A noi sembrava di suonare solo per loro, come se fossimo in un piccolo club, perchè non c’erano barriere di separazione fra il pit e il palco, c’era una scalinata… è stato meglio di altre volte in cui abbiamo fatto da supporto ad altri gruppi, suonando negli stadi e in cui la gente è lontanissima, e le prime file dimostravano solo di essere interessate al gruppo di punta. E’ stato un tour divertente, e Gaga si è presa cura di noi.”

Ti senti un ‘dio del metallo’, ora che hai suonato al Gods Of Metal?

“Non mi sono mai considerato particolarmente ‘metal’, quindi è stato divertente trovarsi ad un festival chiamato così. Non mi sono mai nemmeno considerato un dio, quindi mi sa che la risposta sia negativa su tutti i fronti, mi spiace!”


Hot Cakes, il disco del vostro ritorno, ha venduto molto bene in Italia ed ha raccolto recensioni positive un po’ ovunque. Hai sentito pressione, registrando l’album, visto che probabilmente si trattava di un’occasione “o la va o la spacca”?

“Non c’è stata nessuna pressione, perchè abbiamo registrato con tutta tranquillità il disco prima di annunciare il nostro ritorno sulle scene. Quindi ci siamo presi il nostro tempo, abbiamo inciso quel che volevamo incidere, senza farci influenzare dai commenti esterni. Ci siamo divertiti e non abbiamo seguito nessuna regola, se non quella di voler creare dei brani pieni di energia”

Pensi che l’attenzione che si dà in questi ultimi anni ad un sound ‘vintage’ posso avervi aiutati a tornare sotto i riflettori?

“Non so, penso che più ci allontaniamo dal periodo temporale da cui prendiamo ispirazione, più la nostra musica sembra avere rilevanza. La realtà, però, è che i Darkness vivono in una specie di bolla temporale: noi potremmo vivere negli anni sessanta, settanta, ottanta… non sappiamo a che decade apparteniamo. A dirla tutta, alcuni giorni non sappiamo nemmeno che giorno è. Personalmente, mi sento come se vivessi negli anni settanta!”

Citando una vostra canzone, direi che è chiaro che “nothing is gonna stop you”… ora che siete tornati, quali sono i vostri piani?

“Vogliamo creare presto un nuovo disco. Siamo stati fermi troppo a lungo, ed è una benedizione che la gente si ricordi ancora di noi, ma ormai non ci si possono più prendere pause troppo lunghe fra un disco e l’altro. Stiamo scrivendo moltissimo durante il tour, l’obiettivo sarebbe avere l’album fuori per la fine del prossimo anno, o all’inizio di quello successivo. Saremo in tour fino ai primi mesi del 2014, poi ci fermeremo per le registrazioni, e vedremo cosa succederà.”

Un’ultima, “durissima” domanda: ho notato che la barba di Frankie è decisamente “sale e pepe”, e spunta del grigio anche fra qualche capello di Justin. Al di là del fatto che tu sia invece in forma smagliante, come si confronta una glam rock band con l’ineluttabile trascorrere del tempo?

“La cosa più importante è l’energia, mantenere la carica per andare avanti. Adesso ci curiamo molto di più che in passato, e questo ci aiuta a mantenere questa energia. Anni fa passavamo da un doposbronza all’altro, senza curarci del nostro corpo e senza guardarci allo specchio; non ho idea di come siamo riusciti a suonare alcuni concerti all’epoca, mentre adesso ci impegnamo nel dare il 100% ad ogni spettacolo. Justin fa esercizi fisici tutti i giorni, io vado in palestra appena posso, due di noi non toccano più alcool e gli altri due bevono pochissimo. Adesso c’è molta più energia sul palco, io e Frankie facciamo a gara a chi corre di più e si mette in posa meglio, mentre anni fa ci limitavamo a stare fermi davanti al microfono. Quello che ci importa è il palco, e finchè c’è abbastanza energia per creare un concerto memorabile, non è un problema se c’è qualche capello grigio.”

Con queste parole, ed un saluto a Soundsblog, Dan si congeda e va a prepararsi per il concerto. Per leggere il live report con tantissime foto dei Darkness a Milano, basta cliccare il link. Noi vi lasciamo con la rituale foto post-intervista!