Born free di M.I.A. e il campione originale dei Suicide

Forse non tutti la pensano come me ma una delle attività più divertenti a cui mi dedico come ascoltatore di musica è quella di rintracciare i samples, ovvero i campioni, delle canzoni. Quelle porzioni di musica preesistente che vengono utilizzati per creare musica nuova. Così, quando ho ascoltato per la prima volta il nuovo singolo

di cesare

Forse non tutti la pensano come me ma una delle attività più divertenti a cui mi dedico come ascoltatore di musica è quella di rintracciare i samples, ovvero i campioni, delle canzoni. Quelle porzioni di musica preesistente che vengono utilizzati per creare musica nuova.

Così, quando ho ascoltato per la prima volta il nuovo singolo di M.I.A. Born Free, una parte del mio cervello si è messa in preallarme. Mi sono detto “eppure io questo riff l’ho già sentito, sì ma dove? Mumble, mumble” Mi sono quindi messo a scavare tra i miei dischi, o meglio tra quelli che a memoria mi “dicevano qualcosa”. Non senza un certo fastidio simile a quando stai per dire una cosa ma ti interrompono e ti rimane sulla punta della lingua

Poi, a un certo punto “Eureka! Ecco cos’era!” Si trattava di Ghost Rider, pezzo contenuto nel primo omonimo album capolavoro dei Suicide, gruppo fine anni ’70 difficilmente catturabile in definizioni di genere. Al punto che qualcuno li definisce post e altri proto-punk. In ogni caso dopo il salto potete confrontare la loro Ghostrider con la Born Free di M.I.A. e decidere se di questo splendido campione ne è stato fatto buon uso.

M.I.A, Born Free from ROMAIN-GAVRAS on Vimeo.