Nuova Consonanza Roma, 63° edizione: 40 concerti e oltre 30 prime mondiali di musica contemporanea
Il 63° Festival Nuova Consonanza Roma dal 6 novembre al 20 dicembre 2026 propone 40 concerti e oltre 30 prime esecuzioni assolute di musica contemporanea.
La 63ª edizione del Festival di Nuova Consonanza apre ufficialmente il 6 novembre 2026 a Roma e si estende fino al 20 dicembre, portando in città quaranta eventi dedicati alla musica contemporanea e al suono sperimentale. Il tema scelto per questa edizione è Tempo: una parola che nella musica non è mai neutra, e che qui diventa la lente attraverso cui leggere un programma che conta più di trenta prime esecuzioni assolute e undici prime italiane — un volume di novità raramente concentrato in un singolo festival nel corso di una stagione autunnale.
Quaranta eventi, un tema che interroga la musica stessa
Il festival nuova consonanza roma è da decenni uno degli appuntamenti più longevi e coerenti della scena contemporanea italiana. Arrivare alla sessantatreesima edizione non è un dato puramente anagrafico: significa aver attraversato mezzo secolo di avanguardie, sperimentazioni, crisi del contemporaneo e sue successive reinvenzioni, mantenendo una presenza stabile nella capitale. La scelta di Tempo come tema non è decorativa. Il tempo è la materia prima della musica — la sua struttura, la sua misura, il suo senso di urgenza o di sospensione — e costruire un intero festival attorno a questa parola significa invitare compositori, interpreti e pubblico a interrogarsi su come il suono organizza la durata, come la percezione del tempo cambia in contesti sonori diversi, e cosa significa oggi scrivere musica che si confronta con il presente.
I quaranta eventi in programma si distribuiscono tra concerti, performance e installazioni, coinvolgendo ensemble italiani e internazionali, solisti, elettronica dal vivo e regia scenica. La concentrazione di prime esecuzioni assolute — più di trenta, a cui si aggiungono undici prime italiane — rende questo festival nuova consonanza roma uno dei contesti in cui è più probabile assistere a qualcosa che non è mai stato eseguito prima. Non è un dettaglio marginale: in un panorama in cui i programmi dei concerti tendono a gravitare verso il repertorio consolidato, questa densità di novità è una scelta editoriale precisa.
Il concerto inaugurale del 6 novembre: Bortolotti, Evangelisti e l’elettronica dal vivo
L’apertura del 6 novembre 2026 è dedicata a 100 Years of Mauro Bortolotti and Franco Evangelisti, un omaggio a due figure centrali della storia di Nuova Consonanza. In scena ci sono Felicita Brusoni e l’Evo Ensemble, insieme a Blow-up Percussion e al PMCE (Parco della Musica Contemporanea Ensemble). L’elettronica dal vivo è affidata a Nicola Bernardini, la direzione a Tonino Battista. Il concerto inaugurale non è scelto a caso: Bortolotti ed Evangelisti appartengono alla generazione che ha fondato e definito l’identità del festival, e celebrarne il centenario della nascita nel concerto di apertura della sessantatreesima edizione è un gesto di continuità storica che il programma porta con sé senza retorica.
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Novembre e dicembre: le date da segnare
Il 27 novembre l’attenzione si sposta su un formato ibrido tra concerto e installazione. Michela Varvaro esegue musica di Andrea Veneri all’interno dell’installazione The Shape of Sound firmata da Francesco Pellisari. È uno degli esempi più espliciti di come il festival nuova consonanza roma non si limiti alla forma-concerto tradizionale, ma cerchi contesti in cui il suono interagisce con lo spazio fisico e visivo.
Il 1° dicembre va in scena The Diary of Eve di Mauro Cardi, con Felicita Brusoni come protagonista e la danzatrice Gaia Bella. L’ensemble è il Gamo Ensemble, diretto da Francesco Gesualdi, con la regia di Cristina Papi. È una produzione che mette insieme musica contemporanea, danza e teatro, e che rappresenta uno dei momenti più articolati dell’intera programmazione.
Il 5 dicembre tocca a Livia Rado e Ljuba Bergamelli, che si esibiscono con il PMCE in un concerto dedicato a opere di Philippe Manoury, sotto la direzione di Tonino Battista. Manoury è tra i compositori contemporanei europei più rilevanti nel campo dell’integrazione tra strumenti acustici ed elettronica, e la sua presenza nel programma consolida l’apertura internazionale del festival.
Il PMCE e gli ensemble come asse portante del programma
Guardando il programma nel suo insieme, il Parco della Musica Contemporanea Ensemble è uno degli ensemble più presenti, segno di una collaborazione strutturale tra Nuova Consonanza e una delle realtà produttive più attive nella musica contemporanea romana. Accanto al PMCE, il Gamo Ensemble, l’Evo Ensemble e Blow-up Percussion compongono un sistema di ensemble specializzati che garantisce la tenuta tecnica di un programma costruito quasi interamente su musica scritta per queste occasioni specifiche.
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La presenza di Felicita Brusoni in più produzioni — sia nel concerto inaugurale sia in The Diary of Eve — indica un rapporto di lavoro continuativo con il festival, non una semplice ospitata. È il tipo di costruzione artistica che distingue un festival con una visione da un semplice contenitore di eventi.
Nuova Consonanza: sessantatré edizioni di musica contemporanea a Roma
L’associazione Nuova Consonanza è una delle istituzioni più longeve della musica sperimentale italiana. Fondata nella seconda metà del Novecento, ha attraversato le stagioni del serialismo, dell’improvvisazione, dell’elettronica e delle avanguardie post-moderne, adattando il proprio formato senza perdere la vocazione alla ricerca. Il fatto che il festival nuova consonanza roma arrivi alla sessantatreesima edizione con un programma di questa densità — quaranta eventi, più di trenta prime assolute, undici prime italiane, ensemble internazionali — dice qualcosa sulla tenuta di un modello che molti festival analoghi hanno faticato a mantenere.
Il programma completo e le informazioni sulle singole date sono disponibili sul sito ufficiale di Nuova Consonanza.
Con la chiusura fissata al 20 dicembre 2026, il festival copre un arco di quasi sette settimane che attraversano l’autunno romano fino alle soglie del Natale. Per chi segue la musica contemporanea in Italia, è uno dei periodi più densi dell’anno — e questa edizione, con il tema Tempo a fare da filo conduttore, propone una riflessione che va oltre il singolo concerto e si estende all’intera stagione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.