Home Notizie Ditonellapiaga, Miss Italia esce oggi: il disco che ha già un caso legale, un’identità da difendere e qualcosa da dire sull’essere donna in Italia

Ditonellapiaga, Miss Italia esce oggi: il disco che ha già un caso legale, un’identità da difendere e qualcosa da dire sull’essere donna in Italia

Margherita Carducci, per tutti Ditonellapiaga, pubblica il suo terzo album con un titolo che il Tribunale di Roma potrebbe costringerla a cambiare. La storia di Miss Italia — l’album, non il concorso — è già interessante

10 Aprile 2026 14:04

Margherita Carducci, per tutti Ditonellapiaga, pubblica il suo terzo album con un titolo che il Tribunale di Roma potrebbe costringerla a cambiare. La storia di Miss Italia — l’album, non il concorso — è già interessante

“Ieri c’è stata un’udienza al tribunale di Roma. Non so ancora se il mio disco si potrà continuare a chiamare Miss Italia.” Così Ditonellapiaga ha aperto la presentazione stampa del suo terzo album, a Milano. L’album esce oggi. La sentenza non è ancora arrivata. I dischi sono già stampati e nei magazzini dei negozi.

Miss Italia diventa una causa

La società che gestisce l’omonimo concorso di bellezza ha presentato un ricorso cautelare d’urgenza contro l’utilizzo del nome da parte dell’artista, definendo la condotta “gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione”. Patrizia Mirigliani, patron del concorso e figlia di Enzo, storico organizzatore dell’evento per oltre mezzo secolo, aveva già spiegato il suo punto di vista a La Volta Buona a marzo: “Non era carino nei confronti delle Miss che da anni partecipano al concorso.” E poi, dopo aver letto il testo: “Ho capito che il testo potesse essere motivo di danno e di immagine per le mie Miss.”

Ditonellapiaga, dal canto suo, è stata chiara fin dall’inizio: “Parlo di me, non di Miss Italia come istituzione. Dunque rivendico la libertà artistica di poter utilizzare questo nome.” E aggiunge un precedente che la Mirigliani fatica a smontare: nel 1978 Patty Pravo pubblicò un album con lo stesso titolo senza che nessuno si muovesse. Nel 2024 lo stesso fece Jack Savoretti. Nessun polverone. Nel 1999 Ligabue esagerò danto alle stampe Miss Mondo…

Ma stavolta la differenza è che Ditonellapiaga nel testo canta “non sarò mai una Miss Italia” — e quella frase, nella bocca della vincitrice del concorso cover dell’ultima edizione di Sanremo, suona come qualcosa di più di un’autobiografia.

Il disco: dieci canzoni e un bivio da risolvere

Miss Italia nasce in un momento di crisi artistica dichiarata. Margherita Carducci — vero nome di Ditonellapiaga — racconta di essersi trovata a un bivio: da una parte la strada verso il pop mainstream, dall’altra quella indie e underground, “mondi in cui mi sento sempre un po’ a metà, ma tra cui mi è stato chiesto di scegliere perché purtroppo non funzionava questa strada di mezzo.”

Il disco è la sua risposta: una “terza via” tra i due poli, costruita con il produttore Alessandro Casagni con cui ha scritto tutti e dieci i brani.

Canoni e costrizioni

Il tema portante è il rapporto con i canoni — estetici, sociali, professionali: “Miss Italia indaga il rapporto con la percezione degli altri e con l’idea di essere giusti,” spiega l’artista. Non è un disco di accuse. È un disco che pone molte domande. La differenza è sottile ma conta: Ditonellapiaga non punta il dito contro chi si vuole bene nei modi sbagliati o chi insegue un’idea di perfezione imposta dall’esterno. Si chiede perché lo facciamo. Si chiede perché lo ha fatto anche lei.

Tra i brani presentati in anteprima stampa, Bibidi Bobidi Bu è quello che Ditonellapiaga ha definito “cruciale”: “Mi ha fatto mettere a fuoco il mio momento di carriera e ho deciso di raccontarlo senza filtri. Dico esplicitamente ‘vorrei fare pop, evitare il flop’ — penso sia una condizione che riguarda tutti quando rinunciano al sogno della propria vita perché non ti permette di vivere.”

Tropicana Hotline usa il gossip come dispositivo narrativo — l’intimità che evapora, il privato che diventa intrattenimento. Hollywood è una ballad cinematografica costruita su pianoforte e archi. La Verità, ultima traccia, è stata scritta per ultima: “Racconta la caduta della maschera e il mio bisogno di accettare la verità, una cosa che ogni tanto mascheriamo. Magari stai ballando sotto cassa e ti prende il magone perché realizzi una cosa importante della tua vita.”

Ditonellapiaga
Ditonellapiaga, Margherita Carducci, in una foto di repertorio – (Soundsblog.it)

Sanremo, la spinta e la paura che arriva dopo

Ditonellapiaga a Sanremo 2026 è arrivata terza con Che Fastidio! — una canzone dal titolo scomodo che ha fatto ridere e pensare nella stessa misura. Ha vinto anche la serata delle cover insieme a Tony Pitony con The Lady Is A Tramp dimostrando di poter stare su quel palco con una naturalezza che a molti altri artisti in gara mancava e con una voce che forse nelle sue uscite ufficiali non aveva reso in modo così esplosivo.

Ma il successo sanremese, paradossalmente, l’ha messa davanti a un problema più difficile del previsto: “A voler essere completamente sincera dico che ho più paura delle decisioni che prenderò da ora in poi che di quello che ho fatto. Quello che ho fatto è nato in un momento di vulnerabilità.”

La vulnerabilità è il centro di Miss Italia — non come debolezza, ma come punto di partenza per qualcosa di più onesto.

“Oggi trovo persone che mi fanno i complimenti e probabilmente dieci anni fa mi avrebbero schifato – dice – Non è amarezza. È osservazione. Il sistema musicale premia chi riesce a essere abbastanza strano da sembrare originale e abbastanza riconoscibile da vendere”. Ditonellapiaga ha trovato quella linea sottile a Sanremo e ora prova a portarla su un album intero.

Dopo il disco la promozione e il tour

Il tour partirà il 26 maggio da L’Aquila. Due date già confermate nei club: il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano. L’artista ha dichiarato che nei prossimi concerti ci sarà “una componente più coreografica e teatrale. Mi piacerebbe concepire i live come uno spettacolo, non soltanto un concerto con la band.”

Che si chiami ancora Miss Italia o no quando leggerete questo articolo, il disco esiste. E vale la pena ascoltarlo.

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