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Sal Da Vinci bloccato dal bodyguard di Fedez a Disneyland: il racconto sorprende il web

Reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo 2026, Sal Da Vinci si è concesso una lunga chiacchierata nel podcast Pulp Podcast.Un incontro che, nelle intenzioni iniziali, doveva essere leggero e informale, ma che ha finito per riportare a galla un episodio rimasto finora nell’ombra.Nel corso della conversazione, infatti, è emerso un aneddoto che ha sorpreso

2 Aprile 2026 16:30

Reduce dalla vittoria al Festival di Sanremo 2026, Sal Da Vinci si è concesso una lunga chiacchierata nel podcast Pulp Podcast.

Un incontro che, nelle intenzioni iniziali, doveva essere leggero e informale, ma che ha finito per riportare a galla un episodio rimasto finora nell’ombra.

Nel corso della conversazione, infatti, è emerso un aneddoto che ha sorpreso anche lo stesso Fedez. Da Vinci ha raccontato di un incontro mancato avvenuto circa sei anni fa a Disneyland Paris, un episodio di cui il rapper non aveva alcun ricordo.

Il racconto arriva quasi per caso, con il tono di chi ripesca un ricordo lontano ma ancora vivido. “Mi sto ricordando che qualche anno fa mi ritrovai a Disneyland Paris”, ha spiegato Sal Da Vinci, ricostruendo una scena tanto semplice quanto significativa.

I due artisti si trovavano nello stesso luogo, nello stesso momento. Eppure, quell’incrocio non si è mai trasformato in un vero incontro. Secondo il cantante, a impedirlo sarebbe stato un membro dello staff di Fedez, probabilmente incaricato della sicurezza, che avrebbe bloccato ogni tentativo di avvicinamento.

Da Vinci ha raccontato di aver provato a salutare il collega, senza alcuna intenzione particolare se non quella di uno scambio cordiale. La risposta, però, sarebbe stata netta: un invito ad allontanarsi, senza possibilità di replica. “Ma io lo voglio solo salutare”, avrebbe insistito, trovandosi però davanti a un muro.

La reazione di Fedez in diretta

Il momento più interessante arriva quando Fedez realizza l’episodio. La sua reazione è un misto di sorpresa e imbarazzo: “Tu mi hai visto a Disneyland?”, ha chiesto, lasciando intendere di non essere mai stato informato di quanto accaduto.

È proprio questa distanza tra percezione e realtà a rendere il racconto ancora più emblematico. Da una parte, un artista che vive un episodio spiacevole; dall’altra, un collega completamente ignaro, che scopre tutto anni dopo, davanti a microfoni e telecamere.

A stemperare la tensione ci pensa Valerio Lundini, che prova a riportare il dialogo su un piano ironico: “Pensa se c’era ancora qua il bodyguard”. Una battuta che apre la strada alla replica, altrettanto leggera, di Sal Da Vinci: “L’intervista la facevamo dal van”.

Al di là dell’episodio in sé, il siparietto racconta molto del mondo dello spettacolo contemporaneo. Non tanto per la dinamica
Quando i retroscena raccontano più delle interviste (www.soundsblog.it)

Al di là dell’episodio in sé, il siparietto racconta molto del mondo dello spettacolo contemporaneo. Non tanto per la dinamica – un incontro mancato può capitare – quanto per il modo in cui queste storie riemergono, spesso anni dopo, in contesti informali come i podcast.

È lì che le narrazioni si fanno più autentiche, meno filtrate. E dove anche i piccoli incidenti di percorso diventano spunti di riflessione su dinamiche più ampie: la distanza tra artisti e pubblico, il ruolo degli entourage, la gestione dell’immagine.

Nel caso specifico, tutto si chiude con leggerezza, senza polemiche né strascichi. Ma resta quella sensazione di occasione sfiorata, di un saluto mai avvenuto che, a distanza di anni, trova finalmente spazio in una conversazione pubblica.

E forse è proprio questo il punto: a volte, nel racconto di un dettaglio apparentemente marginale, si nasconde un pezzo di verità che difficilmente emergerebbe altrove.

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